L'AQUILA - Saranno nove gli addetti dello staff del presidente della Regione Gianni Chiodi. Lo ha deciso ieri il Consiglio regionale con un emendamento collegato alla legge che modifica in alcune sue parti la Finanziaria regionale, dopo un fuoco di sbarramento delle opposizioni e dello stesso Pdl, anche in Commissione. Quattro dello staff potranno essere esterni, cinque il governatore dovrà sceglierli tra i dipendenti regionali, che potranno essere impiegati anche part-time. Marcia indietro del governatore quasi su tutta la linea dopo la denuncia del Messaggero: Chiodi recepisce i rilievi dell'impugnativa del governo e in più ristabilisce il tetto di quattro esterni per la sua segreteria. E solo per il personale interno si lascia mano libera, fermo restando il tetto di spesa: in pratica potrà aumentare il suo personale soltanto attingendo a quello interno alla Regione.
Il Consiglio ha anche approvato ieri la legge che consentirà all'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo di dotarsi di una gestione finalmente normale, ponendo così termine alla stagione commissariale. Il voto sullo Zooprofilattico dà continuità al protocollo d'intesa sottoscritto a dicembre scorso dal Ministro della Salute e dai presidenti delle Regioni Abruzzo e Molise sulla dichiarazione di eccellenza per l'importante realtà scientifica teramana. Adesso la palla passa alla Regione Molise che dovrà seguire analogo percorso. La legge è stata approvata con il voto favorevole di Pdl e Udc, con l'astensione del Pd e il voto contrario dell'IdV. Il governatore Gianni Chiodi: «E' un momento importantissimo perché pone fine ad un commissariamento di diciasette anni, anomalo, ripristinando una normale gestione che consentirà all'istituto di sviluppare appieno le sue potenzialità e perché la dichiarazione di eccellenza aprirà straordinarie prospettive finanziarie, scientifiche ed occupazionali». Soddisfatti gli assessori regionali Lanfranco Venturoni, Mauro Di Dalmazio, Paolo Gatti e Giandonato Morra.
Il Consiglio ha approvato altri due provvedimenti: quello riguardante gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, e quello riguardante la sicurezza sul lavoro in particolare per le apparecchiature e gli automezzi dotati di bracci aerei presentata dal consigliere IdV Paolo Paolomba come primo firmatario insieme a Nicola Argirò. «Raggiunto un obiettivo che perseguivo da due anni -ha detto Palomba- Ora potremo formare gli operatori in un settore dove l'approssimazione aveva portato a numerosi infortuni, a troppe vittime. Nel passato si sono verificati tanti infortuni dovuti al contatto con l'alta tensione e alla scarsa preparazione degli operatori che non osservavano i requisiti minimi di sicurezza».
Davanti all'Emiciclo c'è stata la protesta di un folto gruppo di inquilini Ater, guidati dal segretario regionale del sindacato Mia Casa, Pio Rapagnà, per sollecitare il presidente della Regione, Chiodi, nella sua veste di commissario delegato per la ricostruzione dell'Aquila, a mettere a disposizione fondi complessivamente per 150 milioni di euro, per ristrutturare gli alloggi popolari danneggiati dal sisma e classificati A, B e C. Un'altra protesta, per sensibilizzare il Consiglio regionale ad approvare la riforma del commercio, che è stata rinviata, è stata invece animata da rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Federconsumatori e Anci. E ancora una protesta è stata portata avanti da cittadini di Ortona, tra cui agricoltori, contro l'insediamento della discarica di amianto nel territorio comunale: la Giunta ha annunciato che avvierà indagini sulla compatibilità dell'impianto con l'ambiente.
Infine una nota di Camillo Sulpizio (IdV) sugli appalti della ricostruzione: «Chiodi non ha risposto alla nostra interrogazione del 17 febbraio con la quale avevamo chiesto di conoscere se ed in quali casi non siano stati rispettati i termini di bandi e capitolati sull'inizio e l'ultimazione dei lavori, e l'importo e le motivazioni delle eventuali penali applicate. Il fattore urgenza ha determinato un enorme aggravio di costi ed oggi è doveroso far chiarezza. Chiodi ha riferito di aver girato la richiesta da oltre un mese, senza tuttavia ricevere nessuna risposta. Evidentemente è utile non far sapere per poter continuare a dare liberamente i numeri al lotto su cifre, tempi e costi della ricostruzione».