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Pescara, 24/04/2026
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Data: 21/04/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
«Appalto stravolto per Toto». Cemento e manette. Carlo Strassil sarà trasferito da Regina Coeli al S. Donato per l'interrogatorio

PESCARA. Per l'ingegner romano Carlo Strassil, arrestato lunedì con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla "Mare-Monti", niente interrogatorio per rogatoria nella casa circondariale romana di Regina Coeli, in cui è attualmente rinchiuso. L'ingegnere sarà trasferito nel carcere di San Donato e ascoltato direttamente dal gip del Tribunale di Pescara Luca De Ninis, che ha emesso nei suoi confronti l'ordinanza di custodia cautelare. L'interrogatorio, a cui prenderà parte il pm Gennaro Varone, è stato fissato per venerdì, alle ore 10. È molto probabile, data la rilevanza dell'inchiesta e dei personaggi coinvolti, che il tribunale, insieme alla procura, abbia deciso di seguire da vicino e personalmente ogni minimo atto. D'altra parte, le indagini sono ancora nel loro pieno svolgimento. Lunedì, contestualmente all'arresto di Strassil, gli agenti del Corpo Forestale dello Stato, coordinati da Guido Conti, hanno perquisito la sua abitazione, sequestrando una montagna di documenti. Tra questi atti vi sarebbero anche gli incarichi di consulenza ottenuti per la ricostruzione post sisma dell'Aquila. Incarichi legati soprattutto a progetti riguardanti la viabilità e l'agibilità delle scuole. Ma per l'ingegnere romano, che è stato anche progettista della Teramo-mare, quelle di due giorni fa non sono state le prime perquisizioni subite. Gli inquirenti avevano già fatto visita, diversi mesi fa, nel suo studio di Roma. Strassil figura nell'inchiesta in quanto progettista, incaricato dal commissario straordinario dell'Anas Valeria Olivieri, anche lei indagata. Secondo l'accusa, Strassil avrebbe assunto "la veste di pubblico ufficiale (con poteri autoritativi e di certificazione per conto dell'ente pubblico Anas) con l'espresso mandato di operare al solo fine di soddisfare gli interessi e le richieste della Toto S.p.A.: dunque, per il compimento di atti contrari ai doveri di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione", ottenendo in cambio dallo stesso commissario "la promessa di un compenso esorbitante". In poche parole, l'ingegnere, che aveva il compito di rielaborare una perizia di variante dopo lo stop ai lavori del primo lotto, avrebbe stravolto l'appalto per renderlo vantaggioso all'impresa Toto, titolare dell'appalto stesso, autoliquidandosi un compenso di 2 milioni e 245 mila euro. Per l'impresa Toto, sono stati iscritti sul registro degli indagati Carlo, Paolo e Alfonso Toto. Secondo le tesi della procura, Carlo e Alfonso Toto, rispettivamente proprietario e amministratore della Toto Spa, si sarebbero aggiudicati, nel 2000, i lavori del primo lotto funzionale della "Mare-Monti", presentando "un'offerta anomala ed antieconomica", dell'importo oltre 32 miliardi di lire con la preordinata intenzione di non darvi corso e di ottenere, invece, l'approvazione di una perizia di variante. Perizia sulla quale, secondo l'accusa, sin dall'inizio potevano contare in virtù di un "illecito accordo" concluso tramite l'allora presidente della Provincia di Pescara, Luciano D'Alfonso, che deve rispondere nel procedimento di concorso in truffa. Tra gli altri indagati eccellenti, accusati, a vario titolo, di concussione, corruzione, falso, abuso d'ufficio, truffa, figura anche l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, attualmente in carcere nell'ambito dell'inchiesta fiorentina sul G8. Secondo gli inquirenti, De Santis, nominato responsabile unico del procedimento dalla Olivieri, avrebbe operato al solo fine di soddisfare gli interessi e le richieste della Toto Spa, agendo di conseguenza in violazione del potere pubblico conferitogli

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