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Pescara, 24/04/2026
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Data: 21/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Partiti da Pescara con l'aereo, rientrati in traghetto. La nube del vulcano blocca i voli dall'Inghilterra e dalla Spagna: tante richieste all'Aduc

PESCARA. Sono numerose le segnalazioni arrivate in questi giorni di caos dai passeggeri che hanno preso l'aereo da Pescara ma che, a causa dell'eruzione del vulcano isalndese, non sono riusciti a fare rientro negli aeroporti italiani, tra cui quello d'Abruzzo. Sono stati infatti bloccati, ad esempio, i voli dall'Inghilterra e dalla Spagna costringendo i viaggiatori a rientri avventurosi, come nel caso di quelli avvunti in traghetto.
Anche l'aeroporto di Pescara, secondo le segnalazioni raccolte dall'Aduc, l'associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, sta vivendo lo strascico dei grandi disagi che riguardano le tratte aeree bloccate dall'enorme nube creata dalle ceneri del vulcano islandese che ha eruttato dopo 200 anni. Molti passeggeri, che sono partiti dall'aeroporto d'Abruzzo, non informati per tempo dalle compagnie, hanno comunque intrapreso viaggi aerei senza la possibilità, però, di rientrare a Pescara con l'aereo. Alcuni hanno fortunosamente trovato imbarco per il rientro su un traghetto in servizio da Barcellona a Civitavecchia, con attesa di ore agli imbarchi. Altri, invece, sono stati dirottati verso la destinazione di Brindisi, attiva lo scorso 17 aprile. Altri ancora, infine, sono ancora bloccati in vari aeroporti europei. Secondo l'Aduc, la maggiore lamentela, riguarda il fatto che «le compagnie aeree, pur avendo verificato le prime cancellazioni di voli già lo scorso 15 aprile, non hanno invitato i passeggeri a evitare i viaggi se non nei casi di stretta necessità, come avviene, ad esempio, nel settore automobilistico. Una corretta e tempestiva informazione», conclude la nota dell'associazione, «avrebbe risparmiato ai passeggeri enormi disagi».

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