Un pendolare romano operaio della Magneti Marelli lo prende per fare il turno di notte
SULMONA Ha voluto raccontare la sua storia con una lettera. Una vita piena di sacrifici che, da quindici anni, lo porta a Sulmona tutte le sere per lavoro. Tutto nero su bianco in una missiva, inviata, all'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra e per conoscenza al presidente della Povincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo e al sindaco di Sulmona Fabio Federico. Una lettera dai toni pacati dove, Giuseppe Bisegna, 46 anni, con moglie e due figli a carico racconta la sua vita da pendolare «atipico», così si definisce, perchè lui parte da Roma con l'autobus delle 19 e riparte la mattina alle 6.20 da Sulmona. «Ormai da quindici anni - dice Bisegna - svolgo esclusivamente il turno di notte nello stabilimento Magneti Marelli. Non voglio premi, non cerco sostegno o comprensione. Ho scelto io la mia strada e la seguo a testa alta. Anzi, le posso assicurare che mi ritengo persino fortunato: non navigo nell'oro ma posso pagare un mutuo e garantire un reddito costante alla mia famiglia in un periodo di crisi. Per questo sono qui a chiederle di rivedere la decisione di soppressione della corsa delle diciannove». Una lettera che arriva dopo la notizia dell'imminente taglio, si parla del primo maggio. Bisegna continua il suo sfogo e scrive «Mi dicono che i suoi collaboratori hanno scelto di sopprimere proprio la nostra corsa, quella dei pendolari, per risanare le casse della Paolibus in vista del ritorno all'Arpa». L'uomo esprime tutta la sua amarezza e chiede per quale motivo non sono mai stati ascoltati i pendolari e poi perchè tanta superficialità nel prendere decisioni visto che ci sono alcune corse che hanno una media di passeggeri molto bassa. In chiosa alla lettera il pendolare «atipico» chiede all'assessore «non ci rovini la vita perchè le assicuro la sfiducia che serpeggia fra di noi è enorme. Chi parla di lasciare Sulmona per sempre, chi vuole rivolgersi alla magistratura, chi è pronto a manifestare ad oltranza. Io sono convinto che lei non ci farà salire su un tetto per difendere la nostra corsa. Caro assessore, ci dia una dimostrazione della sua serietà».