Due delibere, un obiettivo: mettere il pacchetto dei servizi forniti oggi dal Gruppo Torinese Trasporti sul mercato - tutti insieme, così da rendere il boccone il più ghiotto possibile - e mantenere saldamente in mano pubblica il controllo delle infrastrutture. Ieri, in giunta comunale, è stato compiuto un nuovo passo in direzione di questo traguardo. Anzi: due. La prima delibera sul tema prevede, come ampiamente annunciato, la costituzione di «InfraTo», la nuova società che deterrà la proprietà delle infrastrutture: parliamo della linea uno della metropolitana (treni e binari), ed eventualmente della futura due, ma anche della linea tranviaria numero 4, la più estesa della città. Per intenderci, si tratta di quella che - attraversando in orizzontale il territorio urbano - collega Torino da piazzale Caio Mario a Falchera, e viceversa. Il senso è quello di un passaggio tecnico che prossimamente sarà seguito dall'atto di costituzione presso il notaio. La seconda delibera, sempre a firma del vicesindaco Tom Dealessandri e dell'assessore Maria Grazia Sestero (Mobilità), dà sostanzialmente il via libera alla gara che, come premesso, metterà sul mercato tutti i servizi attualmente svolti da Gtt: trasporto urbano, servizi turistici (è il caso del servizio di navigazione sul Po ma anche della cremagliera di Superga) e, non ultimo, i parcheggi. Questi ultimi particolarmente appetibili in termini di reddittività. Inutile dire che la posta in palio è alta, anche alla luce della durata dell'appalto: sei anni. Con tutto Gtt, che intende partecipare alla gara, è moderatamente tranquilla. Nessuno lo dice apertamente ma dagli uffici di corso Turati pensano di riuscire ad aggiudicarsi la gara: fatta salva la concorrenza che, salvo colpi di scena, al primo giro di boa non dovrebbe essere serrata. Fa fede l'esito di un'altra gara, quella recentemente indetta dalla Provincia per aggiudicare il servizio di trasporto extra-urbano, riportata a casa da Gtt grazie a due ordini di fattori: la cordata messa insieme dal gruppo Torinese Trasporti con gli altri partners già sulla piazza; l'assenza di gruppi stranieri, grandi e piccoli, interessati a tentare il colpo. Si vedrà. La mancanza della pre qualifica, e quindi l'impossibilità di presentare manifestazioni di interesse, ad oggi rende impossibile sapere se altri operatori sono interessati ad affacciarsi sul mercato. Al netto delle linee-guida contenute nella delibera, le specifiche - cioè i criteri, le garanzie da fornire per candidarsi a gestire il servizio - saranno contenute nel bando. L'ultima considerazione riguarda i tempi, decisamente stretti: dopo l'approvazione in giunta, la delibera approderà in commissione e poi in Sala Rossa. Salvo colpi di scena, spiega Dealessandri, il proposito è quello di chiudere la gara prima dell'estate. Al più tardi, entro fine anno.