PESCARA - Il primo a metterci la faccia il cuore e la firma è Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione. Il cuore con Fini, il braccio con Chiodi. «Oltre non vado, l'ho sempre detto». Sempre, è vero. Ma ieri all'appello mancava ancora qualcuno: telefoni spenti, introvabili. Un altro prima aderisce poi ci ripensa. Perchè è meglio vedere come butta, aspettare la fine della direzione e poi decidere. Insomma un po' di sana apnea per vedere l'effetto che fa.
I finiani abruzzesi si contano sulle dita di una mano: i parlamentari ex An l'hanno mollato tutti, con Di Stefano che firma il documento dei 75, De Angelis che firma tutti e due perchè non si sa mai e la Castellani che si astiene. Pochi anche in Regione con Castiglione in testa che si è già auto-candidato al coordinamento della corrente che farà capo al presidente della Camera e che oggi ufficializzerà la sua posizione davanti al ministro Urso, in Abruzzo per un tour. Pronti alla partenza, il sito già prenotato: si chiamerà Generazione Abruzzo. Prudenti, però: «Se Fini darà vita alla corrente, okay - dice Castiglione - Ma se si tratta di fondare un gruppo autonomo, sia chiaro, io resto nel Pdl e con Chiodi». In consiglio regionale teoricamente i finiani sarebbero quattro: Castiglione, Emilio Nasuti che ieri però non si sentiva tanto bene, Berardo Rabuffo e Luigi De Fanis. Ma, a sorpresa, ne salta fuori un altro: Giuseppe Tagliente, uno dei primi ad aderire, la vera new entry della non ancora nata corrente finiana. Un colpo al cuore per Piccone e Gaetano Quagliariello che di persona si era coltivato il riavvicinamento dell'ex presidente del consiglio regionale al partito di Berlusconi e che viene informato immediatamente: una corte discreta ma serrata cominciata dal giorno in cui il vice capogruppo dei senatori era venuto all'Aquila a presentare la fondazione Magna Carta, conferenza poi culminata in un pranzo al Baco da seta. Di fronte a un piatto di crudo Tagliente promise che avrebbe sciolto il suo gruppo autonomo "Abruzzo futuro" e sarebbe tornato all'ovile azzurro. Manco per niente: ieri a sorpresa il suo nome compare nell'elenco degli amministratori locali chiamati a raccolta da Fini sul sito "Generazione Italia": una vera e propria chiamata alle armi, un link con la foto del presidente della Camera, lo slogan "Io sto con Fini, la domanda "sei un amministratore locale? Firma anche tu" e il logo del Pdl. Clicca e aderisci. Cliccano in duecento, al 25esimo posto "Giuseppe Tagliente consigliere regionale Vasto (Ch)". E subito si scatena un putiferio. Telefonate furenti da Roma, richieste di chiarimenti, pressioni, domande. Con Fini lui, proprio lui che era in lista d'attesa adesso sorpassa a destra il vice coordinatore del Pdl Fabrizio Di Stefano che gliel'aveva messa un po' difficile: «Tagliente vuole tornare nel partito? Il comitato regionale valuterà».
Dall'Abruzzo Elio Morgante vice sindaco di Celano, Castiglione, Angelo D'Ottavio castiglioniano di ferro e sindaco di San Valentino, Nicola Cantoli di Crecchio, Maurizio Di Pietrantonio di S. Eufemia, Marcello Iannini di Lucoli, Stefano Lancianese di Tortoreto, Daniele Barbieri di Campli, Pietro Miramare di San Valentino, Mauro Tirabassi di Sulmona. Tutti consiglieri o assessori. Più Tagliente. Che però in serata scrive quattro righe secche: «Smentisco nella maniera più assoluta di aver aderito a Generazione Italia - scrive Tagliente - Diffido chiunque dal diffondere notizie false e tendenziose che coinvolgano il mio nome e la mia persona e confermo la piena, totale adesione al Pdl e a Berlusconi». Un mistero molto buffo.