Gentile direttore, da qualche giorno nella cronaca abruzzese di vari quotidiani è riportata la vicenda della strada fantasma di Penne detta Mare-monti. E cominciano a spuntare i nomi di vari indagati a vario titolo. Di altre «iniziative fantasma» e imprese da realizzare alle calende greche ormai non se ne parla più, forse perché'Abruzzo, una volta forte e gentile, terra di contadini, artigiani valentissimi, pescatori, commercianti dall'ingegno acuto e dalle vedute oltremare, oggi è diventato una terra di conquista di posti politici, pubblici, di enti locali e paesani che elargiscono prebende e stipendi a che dimostra un più alto tasso di parassitismo e lavativismo. Che fine ha fatto la filovia di Chieti? Si era mossa anche Striscia la notizia per accelerarne la messa in funzione. E la filovia della strada parco di Pescara? La ricerca del petrolio, il centro oli non si devono fare in Abruzzo? Basta spostarsi qualche miglio a sud ed ecco che la Puglia, governata da Vendola (sinistra ecologica e libertà) al largo delle isole Tremiti godrà di tali infrastrutture e dei benefici economici derivanti.
Leggo ancora, nella rubrica della posta, lettere che condannano i privilegi della casta, che s'indignano per l'inefficienza e lo stratosferico debito della sanità. Ma quanti politici, deputati, senatori, sindaci, governatori e altro si fanno carico dei problemi della collettività? Che gliene importa a loro o all'assessore alla sanità se per fare una mammografia gli ospedali di Ortona e di Chieti mi hanno risposto che se ne parla nel 2011, ma non si sa in quale mese? Tanto loro possono pagarsi tutti gli esami e gli accertamenti necessari anche all'estero.
Mi scuso se ho messo troppa carne a cuocere. Se ne è bruciata la gran parte è forse anche colpa nostra, che andiamo ancora a votare «a scatola chiusa».
Rachele Buzzelli Francavilla al mare