Gli sfollati che attualmente sono ospitati negli hotel della costa potranno rimanere lì (compatibilmente con il ripristino della propria abitazione) fino al prossimo 30 giugno. Dopo quella data con tutta probabilità verrà avviato un graduale trasferimento nelle strutture nei dintorni dell'Aquila, confidando contemporaneamente nel rientro nelle abitazioni di chi ha case B o C. Il "piano", dunque, è pronto: la Giunta regionale, nell'ultima seduta, ha infatti approvato lo schema di convenzione che prevede il rinnovo dell'accordo con gli albergatori fino al 30 giugno. Ovviamente, se ci sarà bisogno, interverrà un'ulteriore proroga. Significa che a nessuno verrà negata l'assistenza, fin quando la situazione lo renderà necessario. Ma è intenzione della Regione e della Sge (Struttura di gestione dell'emergenza) avviare un graduale trasferimento verso L'Aquila, anche per venire incontro alle esigenze degli albergatori per l'imminente stagione estiva. Ora la bozza verrà trasmessa alle associazioni di categoria per la firma. Nel documento sono previsti anche aumenti minimi delle tariffe riconosciute (nell'ordine di appena un euro). Appena verrà trovato un accordo, che si annuncia piuttosto scontato, la convenzione verrà ratificata e diventerà operativa.
Attualmente le persone che sono ospitate ancora negli alberghi sono poco più di quattromila: 4.151 secondo l'ultimo monitoraggio ufficiale della Sge. Di queste 2.424 sono negli hotel in città o in provincia, 1.133 nel Teramano (in larghissima parte sulla costa), 401 nel Pescarese, 119 nel Chietino a 74 fuori dai confini regionali. Il trasferimento dalla costa alla città, nei piani delle strutture che si occupano dell'emergenza abitativa, andrà incontro alle esigenze degli albergatori, ma servirà anche a scongiurare un allarme diffuso da più parti: il rischio, cioè, che con l'arrivo della stagione calda qualcuno possa essere meno "invogliato" a tornare in città, magari ritardando l'integrazione delle pratiche sospese.
Intanto, a proposito di alberghi, sembra vicina la riapertura dell'hotel Centrale, nel cuore del centro storico. La struttura, infatti, non ha subito danni ed è agibile. L'unico intoppo è rappresentato dai cosiddetti sottoservizi: serve una verifica su gas, acqua, elettricità. Nella stessa situazione ci sono altre 83 attività censite dal Comune e dalla Confcommercio che potrebbero tornare ad animare la zona rossa in breve tempo.