PESCARA. Teatro, musica e un dibattito con Gino Strada. E' l'iniziativa, organizzata dalla Cgil, che si terrà sabato pomeriggio al Circus. Servirà a raccogliere fondi per l'apertura di un centro cardiochirugico in Sudan. La realizzazione della struttura, che si chiamerà "Salam", pace, è il fulcro del progetto "Diritto al Cuore", di Emergency, l'associazione fondata da Strada e impegnata nelle cura di popolazioni che vivono in Paesi devastati dalla guerra. L'incontro di sabato sarà anche l'occasione per riflettere sulla situazione internazionale e lanciare un messaggio di pace.
L'iniziativa, che seguirà una manifestazione analoga che si terrà venerdì all'Aquila, vedrà la partecipazione anche di Teresa Sarti, presidente di Emergecy, e prenderà il via alle 17. Sul palco del Circus sarà presentato "Camilla va alla guerra" spettacolo teatrale prodotto dall'Ong (organizzazione non governativa) creata da Gino Strada, a cui seguirà un concerto di musica classica con Isabella Crisante e Stefano Bellante. Nel corso della manifestazione i volontari dell'associazione e del sindacato raccoglieranno contributi per il progetto in Sudan.
La costruzione del centro specializzato in cardiochirurgia nasce dalla collaborazione tra Emergency e la camera del lavoro di Pescara, con l'impiego di fondi della Regione destinati alla cooperazione internazionale. Il progetto prevede la nascita della struttura a 20 chilometri da Khartoum. Dovrebbe servire, oltre al Sudan, i nove paesi confinanti, per una superficie totale di 11 milioni di chilometri quadrati e un bacino d'utenza di 300mila abitanti. Il centro sarà attivato nei primi mesi dell'anno prossimo e si affiancherà a un ospedale pediatrico, in fase avanzata di realizzazione sempre per iniziativa di Emergency. L'organizzazione, secondo i dati diffusi nel corso del V incontro nazionale del volontariato che si è concluso domenica a Orvieto, dal 1994 ha fornito due milioni di prestazioni sanitarie: in media 161mila l'anno, quasi 14mila al mese. Emergency nel 2005 ha potuto contare, tra donazioni e contributi, su 14 milioni di euro. Gran parte di questi, poco più di sei milioni di euro, sono il frutto di donazioni da parte di simpatizzanti, mentre circa due milioni e 600mila euro provengono dalla vendita di gadget. A questi si aggiungono 900mila euro di contributi di enti locali e 700mila euro provenienti da Fondazioni. Negli ospedali di Emergency operano 60 tra medici specalisti, anestesisti, infermieri e altro personale internazionale. La durata di una missione varia da tre a sei mesi e nell'arco di un anno si alternano nelle strutture sanitarie circa 150 operatori. L'organizzazione ha quattro ospedali attivi in Afghnistan, tra cui il centro chirugico per le vittime di guerra a Kabul, dotato delle uniche Tac e terapia intensiva accessibili ai civili. In Iraq sono stati attivati dall'associazione due ospedali e 22 posti di primo soccorso.