Per la prima volta questo 1° maggio, sabato prossimo, circoleranno anche i bus dell'Ataf. E' una novità assoluta, ma ci sono già i turni assegnati, gli autisti sono pronti. Se i commessi dei negozi minacciano lo sciopero, all'Ataf la novità è già digerita. Perché a monte c'è un accordo sindacale che lo prevede e che non può essere ignorato. Il lavoro per Pasqua e il 1° maggio sono le due novità previste nell'accordo del luglio scorso, quello firmato immediatamente dopo l'insediamento della giunta Renzi e l'arrivo in viale dei Mille del nuovo presidente Bonaccorsi. Ci fu allora uno scambio in nome della ripartenza dell'azienda e di una pace aziendale. I sindacati cedettero sulle due festività ma ottennero che fosse cancellata dall'orizzonte ogni ipotesi di eliminare i contratti aziendali conquistati via via negli anni dagli autisti, come invece era stato deciso di fare nella precedente amministrazione aziendale. Dunque sabato i bus vanno e gli autisti non protestano. «Lo abbiamo accettato perché il bus è un servizio pubblico che risponde alle necessità dei cittadini che possono doversi spostare per qualsiasi motivo, anche di forza maggiore. E' un servizio necessario, non opzionale», dice Daniele Crescioli, Cgil. Ma, evitata la tempesta da una parte, rischia di scoppiare dall'altra. Gli autisti Ataf parlano già di «futuri scioperi a raffica». Sono furibondi. Vogliono scioperare perché sostengono che l'azienda non intende più pagare le maggiorazioni salariali previste per il lavoro pasquale già svolto. «Nell'accordo si diceva anche che le feste di Pasqua e 1° maggio sarebbero state compensate con le indennità previste per le festività eccezionali, non con le sole indennità della domenica. Adesso invece per Pasqua abbiamo lavoratoe non ci vogliono più pagare», protesta Crescioli. L'azienda risponde che la questione è fuori luogo, che l'accordo prevedeva che sia Pasqua che il 1° maggio godessero solo delle normali indennità previste per qualsiasi festa, come la domenica. Che l'azienda onorerà il suo impegno. Ma i sindacati interpretano al questione in modo diverso. Sostengono che «Ataf non tiene fede alle promesse», come dice Crescioli.E anche Andrea Viciani della Filt Cgil spiega che Pasqua e 1° maggio sono festività speciali, previste come inderogabili al contrario delle domeniche e fanno parte di quel piccolo pacchetto di feste che, se lavorate, danno diritto non a una semplice indennità ma al raddoppio della paga di un giorno normale. Come Natale, per esempio. Il 1° maggio soprattutto, dice Viciani, ma anche la Pasqua. Una interpretazione diversa dell'accordo su cui ci dovrebbe essere prossimamente un incontro in azienda, tra sindacati e dirigenza. Se la questione non verrà risolta, lancerà sul lavoro di sabato un'ombra di battaglia. Perché per ora la minaccia di sciopero resta. E' escluso che possa realizzarsi per sabato perché i lavoratori dei trasporti devono, prima di scioperare, sbrigare tutta una serie di procedure per cui non c'è più tempo. Dunque il 1° maggio i bus andranno, ma la partita dei compensi sarà aperta.