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Pescara, 22/04/2026
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Data: 28/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Primo maggio, riflettori su chi è senza lavoro. I sindacati: «Nessun aiuto per le aziende». Cassintegrati più 736 per cento

L'AQUILA. C'è preoccupazione da parte delle segreterie provinciali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, per la situazione lavorativa aquilana, dopo il terremoto; una crisi occupazionale di fronte alla quale i movimenti si dicono «pronti intraprendere qualsiasi azione necessaria per portare le tematiche del lavoro all'attenzione nazionale».
Il messaggio è stato lanciato in occasione della presentazione della manifestazione congiunta di sabato 1 maggio.
«Sarà per noi la festa del non lavoro», hanno spiegato nell'annunciare l'iniziativa che vedrà una serie di interventi sui temi dell'occupazione a un anno dal terremoto.
I sindacati hanno convocato i loro iscritti per le 11.
A parlare, tra gli altri, saranno il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, il segretario nazionale Uil Funzione Pubblica, Antonio Fuccillo e un esponente della Filca Cisl, accompagnato dal segretario provinciale, Gianfranco Giorgi.
«L'obiettivo», ha spiegato Pietro Paolelli, segretario generale Uil L'Aquila, «è mettere sotto i riflettori la questione del lavoro, in un momento in cui il resto d'Italia pensa che all'Aquila tutto sia stato risolto. Non esiste, malgrado gli impegni presi dal governo, alcuna agevolazione reale per un'azienda per spingerla ad insediarsi all'Aquila. La zona franca così come concepita serve a poco», ha proseguito Paolelli. Il quadro è drammatico, secondo Trasatti. «Nel 2009 abbiamo registrato un aumento del 736% delle ore di cassa integrazione, passando da 850mila ore a oltre 7,2 milioni, di queste oltre 3 milioni sono relative ai servizi e al commercio, a causa delle ripercussioni del terremoto».

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