E dopo le liti e le aggressioni è scattata la denuncia. Un esposto è stato presentato ieri alla polizia stradale e alla questura dalla Confartigianato in difesa dei tassisti di Chieti vittime di ripetuti episodi di violenza all'interno degli spazi pubblici dell'aeroporto d'Abruzzo da parte dei loro colleghi pescaresi. Ad accendere la scintilla tra i tassisti delle due città capoluogo ci sarebbe in particolare l'ordinanza firmata dal neo direttore dell'Enac che, di fatto, ha liberalizzato gli accessi, sia in entrata che in uscita, all'aeroporto d'Abruzzo.
Spiega Daniele Giangiulli, direttore provinciale e segretario Regionale Confartigianato: «L'ordinanza consente ai titolari di licenza taxi iscritti negli appositi elenchi dei Comuni capoluogo della Regione, delle relative Province e del Comune di San Giovanni Teatino di lavorare con gli utenti dell'aeroporto. La cosa non è andata giù ai tassisti pescaresi che prima avevano il monopolio all'interno dell'aeroporto d'Abruzzo. Da qui le aggressioni e la denuncia».
«Si sono verificati fatti gravissimi - contionua il direttore della Confartigianato - ma l'aeroporto è d'Abruzzo e dunque bisogna garantire pari dignità tra il lavoro degli artigiani specie in un periodo di grave crisi economica». Dello stesso avviso Luigi Colalongo, presidente regionale Confartigianato Taxi. «L'ordinanza è frutto di una legge - osserva Colalongo - e la legge va rispettata».