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Pescara, 20/04/2026
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Data: 29/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso il 1° maggio - A Città Sant'Angelo la giornata dei sindacati sarà incentrata sull'emergenza dei precari. Disoccupati record, Primo maggio di lotta

Sarà un momento di festa. Ma sarà soprattutto un'occasione per riflettere sull'emergenza occupazionale, sui diritti del lavoro da riconquistare e su quelli conquistati con il sangue di braccianti e operai, con le battaglie dei sindacati. Per la festa del Primo Maggio, ovvero per la Festa dei Lavoratori, Cgil Cisl e Uil vogliono rimettere al centro il senso di una manifestazione nata per celebrare tutele conquistate e lotte per l'occupazione. Lo faranno a Città Sant'Angelo, con il focus puntato sulle spine di oggi ossia con un dibattito su "Lavoro precario, precaria la vita" alla presenza dei segretari provinciali Castellucci, Coccia, Campo. Non a Pescara, dove Comune e Provincia hanno pure organizzato una due giorni di festa, ma senza il coinvolgimento dei sindacati. «E' necessario ridare peso e sostanza ai momenti celebrativi fondamentali», ha detto Umberto Coccia, Cisl, alla presentazione dell'iniziativa di Città Sant'Angelo. Il riferimento è alla tentazione dell'offuscamento della memoria storica, come è pure accaduto nel discorso celebrativo del 25 Aprile a Pescara con i riferimenti mancati a partigiani e Resistenza. «Sono stati omessi riferimenti ad attori fondamentali di quella ricorrenza -dice Coccia-, non vorremmo che il Primo Maggio sia solo una festa di canti e balli». Le conquiste delle 8 ore di lavoro, gli incidenti di Chicago di 124 anni fa, il massacro dei manifestanti a Portella della Ginestra nel 1947 dietro le lotte di operai e braccianti: la festa del Primo Maggio è carica di significati che ruotano attorno a lavoratori e sindacati. «Ringrazio l'amministrazione di Città Sant'Angelo che più di un mese fa ci ha proposto di organizzare lì la festa -ha detto Coccia- mostrando sensibilità verso le tematiche del lavoro». Anche Comune e Provincia di Pescara hanno organizzato una manifestazione a Piazza Salotto, venerdì e sabato: protagonisti i giovani e i centri per l'impiego e concerto finale dei Velvet. Ma i sindacati provinciali sabato saranno altrove. «Senza fare polemiche -dice Paolo Castellucci, Cgil-, il Comune non ci ha mai convocato per organizzare insieme la festa a Pescara, al di là di quello che ha riferito il vicesindaco Fiorilli alla stampa. La Provincia ci ha invece invitato per una tavola rotonda il 30 aprile: lì ribadiremo il problema dei precari che da tempo aspettano di essere stabilizzati». Sono 66 precari della Provincia, perlopiù in quei centri per l'impiego sui cui a Pescara è incardinata la festa. «Vorremmo che questa ricorrenza venga recuperata come momento di riflessione sull'emergenza occupazionale» ha detto Coccia. Pil sceso del 6%, -31,7% dell'export, 24mila occupati in meno, -4,8% di occupazione, +8,1% di disoccupati, +30% di donne in cerca di lavoro: è il quadro a tinte fosche dell'Abruzzo uscito dal 2009. «A Pescara c'è il forte disagio dell'occupazione femminile, con settemila posti già persi negli ultimi tre anni» dice Castellucci, rilevando il +40% di persone che si sono rivolte alla Caritas. «Si tratta di condizioni disastrose a cui politica e istituzioni devono rispondere con misure di sostegno adeguate e pianificando investimenti».
«Il primo maggio sarà un momento di grande riflessione -ha detto il sindaco di Città Sant'Angelo Gabriele Florindi- e il dibattito che comincerà alle 11 sarà trasmesso anche sul web». In serata, dalle 17 alle 24, si esibiranno gruppi musicali locali. «Non si tratta solo di socializzazione bensì di uno spazio in cui giovani potranno esprimersi» dice l'assessore alle politiche giovanili Raffaella Graziani.

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