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Pescara, 20/04/2026
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Data: 29/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Frana l'ex tracciato ferroviario. Senza manutenzione i bastioni che difendevano i binari e i sottopassi

LANCIANO. La mancanza di manutenzione, da quando le Ferrovie se ne sono andate nel novembre 2005, e i progetti per la "Via Verde" che non decollano, stanno facendo franare la costa e avanzare il mare. A Rocca San Giovanni e a San Vito i bastioni murari che difendevano i binari e le scarpate dalle frane si sono frantumati, ponti e strade presentano crepe e fessure.
Italia Nostra è tornata cinque anni dopo sulle aree dismesse dell'ex tracciato ferroviario, a verificare qual è lo stato dei 30 chilometri di ex binari che dovrebbero diventare un percorso ciclabile. I risultati sono stati presentati nel convegno "Salviamo il paesaggio teatino: le nostre proposte per la tutela del paesaggio e del territorio contro l'avanzata del cemento", organizzato durante la Settimana della Cultura.
«E' dal 1990, da quando le Ferrovie parlarono di dismettere la vecchia linea, che Italia Nostra ha posto il problema», ha detto Emiliano Giancristofaro, presidente regionale onorario dell'associazione. Al momento dell'addio, nel novembre 2005, però si arrivò impreparati e ancora oggi le amministrazioni locali lottano per salvaguardare quelle aree dal cemento e la speculazione edilizia si fa più feroce. Da quando le Ferrovie sono andate via, non si fa più manutenzione.
«Cinque anni fa la massicciata ferroviaria era integra», ha spiegato Luigi Carabba, geologo dell'associazione, «ma oggi i bastioni murari che dovevano difendere le scarpate dalle frane sono completamente in abbandono: così viene a mancare la forza che resiste alla spinta del mare e alla terra che scende per quella franosità insita nella costa locale».
Sotto l'Eremo Dannunziano, a San Vito, la scarpata si è sfaldata e si notano i segni della riattivazione di un'antica frana. In località Vallevò, a Rocca San Giovanni, l'asfalto della strada si è aperto ed è sceso di livello. Il mare è a pochi metri perché ha mangiato le spiagge. Senza manutenzione anche i ponti della ex ferrovia: hanno crepe e fessure mentre sopra vi scorre il traffico della statale 16.
«La costa è minacciata anche dall'abusivismo edilizio», aggiunge Pierluigi Vinciguerra, presidente della sezione di Lanciano, «per tutelare il paesaggio Italia Nostra propone ai Comuni di firmare una intesa che impedisca la trasformazioni di aree agricole e naturali per usi urbanistici».

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