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Pescara, 23/05/2022
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Data: 30/04/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Vertenza Ama, stop alle trattative e stato di agitazione. I sindacati pretendono che venga sostituito chi va in pensione.

L'AQUILA. «Incrementare il servizio per collegare i nuovi insediamenti della città. E sostituire prima possibile il personale andato in pensione». Richieste, quelle formulate all'Ama, l'Azienda della mobilità urbana, che sono rimaste senza risposta e sembra che non ci siano novità al riguardo. Per questo i sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione dei circa cento dipendenti e rotto il tavolo delle trattative. Per evitare il ricorso allo sciopero, si svolgerà un tentativo di conciliazione in Prefettura. «Ma la misura è ormai colma», commenta la Filt-Cgil con preoccupazione.
A peggiorare una situazione già pesante, tra il personale dell'Ama, ci ha pensato il terremoto: la topografia della viabilità è stata stravolta e sono aumentati i chilometri di servizio, soprattutto per collegare le 19 «new-town» e i villaggi dei Map. La forza lavoro, nel frattempo, è diminuita a causa dei pensionamenti. Ma l'azienda non ha dato seguito al turn over previsto negli accordi. E la tensione è salita alle stelle. Tanto che ieri i sindacati hanno deciso di rompere il tavolo delle trattative e hanno accelerato le procedure per richiedere il tentativo di conciliazione davanti al prefetto, prima di arrivare alla proclamazione dello sciopero.
«Ancora una volta», dice Domenico Fontana, segretario provinciale della Filt-Cgil, «l'azienda della mobilità aquilana dimostra un ingiustificato irrigidimento rispetto alle aspettative dei lavoratori, ricorrendo sistematicamente alla violazione degli accordi già sottoscritti. In particolare», sottolinea Fontana, «a fronte di una riduzione della forza lavoro per pensionamenti del personale, l'Ama non ha dato seguito al turn over, umiliando le giuste aspettative dei dipendenti part time e con contratto flessibile».
L'Ama attualmente conta circa un centinaio di addetti, di cui 80 con mansioni di autista. Gli orari di lavoro sono del tipo full-time, part-time e spezzato. «L'azienda ha sempre fatto ricorso allo strumento della flessibilità», aggiunge Fontana, «ma ora ci sono lavoratori che, alla luce dei recenti pensionamenti, e in base agli accordi firmati, speravano di passare all'orario pieno. Ma ciò non è successo».
Insomma, la pianta organica diminuisce, ma il lavoro aumenta: «Da più parti viene richiesto un incremento del servizio», sottolinea il rappresentante della Filt-Cgil, «per collegare i nuovi insiediamenti della città. A tale necessità sino ad oggi si è dato risposta solo grazie alla straordinaria dedizione del personale. La misura quindi appare colma». I sindacati richiedono pertanto l'intervento della proprietà e del prefetto per esperire l'ultimo tentativo di mediazione prima di mettere in campo le iniziative di lotta previste.
Le prospettive, per la ex municipalizzata, non sono rosee: il Comune ancora non predispone il bilancio di previsione 2010 e la Regione Abruzzo non ha rivisto la ripartizione del fondo nazionale trasporti.

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