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Pescara, 20/04/2026
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Data: 30/04/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fazio: taglio degli ospedali. Esplode la polemica. Venturoni prova a frenare. Costantini: che umiliazione

PESCARA - Ma che ne poteva sapere il ministro Fazio che qui in Abruzzo c'è un sindaco che fa lo sciopero della fame da venti giorni in difesa dell' ospedale. Lui ignaro ieri mattina in videoconferenza assesta il colpo al cuore dell'assessore Lanfranco Venturoni: «Entro il 2012 in Abruzzo si arriverà da 22 a 9 ospedali, senza una riduzione dei posti letto ma attraverso la riqualificazione generale» annuncia come se si trattasse della notizia più normale del mondo durante il convegno sull'informatica sanitaria a Pescara. E' l'apriti cielo: tutto avrebbe voluto sentire Venturoni tranne quella frase lì, un numero che la Regione e tutti i politici di centrosinistra e di centrodestra si sono sempre curati di tenere nel cassetto, perchè dire nove ospedali significa anche indicare quali sì e quali no, quelli che sopravviveranno alla scure di Fazio e quelli che invece saranno riconvertiti. Non "chiusi", precisa l'assessore alla Sanità dopo una full immersion con i manager per mettere a punto il piano operativo per il 2010, «ma ri-con-ver-ti-ti». Dice così nella speranza di mettere il silenziatore ai sindaci e ai consiglieri e a tutti i territori pronti a fare le barricate per difendere Gissi, Pescina, Guardiagrele e via riconvertendo. E spara sul sindaco di Casoli che fa lo sciopero della fame: «Ai tempi del manager Caporossi mise il suo sì al piano industriale che prevedeva, appunto, la chiusura dell'ospedale. Adesso digiuna: la politica fa brutti scherzi».
Difficile però riuscire a sapere dove le forbici andranno a colpire, Venturoni si mantiene vago perchè rischia grosso. «Fazio parla di nove ospedali perchè considera i 4 provinciali più i cinque nuovi ospedali che dovremmo andare a costruire visto che il nostro patrimonio edilizio è vecchio e scadente», annuncia l'assessore. I nuovi cinque ospedali dovrebbero andare a coprire le aree più popolose della regione e quindi la Marsica (accorpando Avezzano e Pescina), Popoli e Sulmona, Atessa Gissi e Guardiagrele più l'area Vestina. Ma chi può dirlo. «In Abruzzo trentacinque ospedali sono troppi. Alcune strutture ospedaliere - aggiunge Venturoni - saranno riconvertite in strutture territoriali con la finalità di creare ospedali per gli acuti dove ci sia maggiore sicurezza per il paziente e altre strutture per i malati cronici». Il problema è lo scoglio del ministero: il progetto di riconversione dei piccoli ospedali presentato per la prima volta dalla giunta di centrosinistra e dall'ex assessore Bernardo Mazzocca, fu bocciato perchè non prevedeva il taglio dei piccoli ospedali, ipotizzando quindi un risparmio fittizio. La Regione a guida centrodestra ha deciso invece di cambiare la classificazione delle strutture sanitarie in modo da lasciare con la denominazione di ospedale, dove si cureranno quindi gli acuti e basta, soltanto nove strutture. Così si aggira l'ostacolo del governo ma forse non si realizza pienamente il risparmio. Venturoni garantisce che non è così: «Basti pensare al personale: in un piccolo ospedale come quello di Castel di Sangro c'è il doppio di personale per ogni giorno di ricovero rispetto all'ospedale di Pescara».
Per Carlo Costantini, capogruppo dell'Idv, il ministro Fazio ha inflitto «un'umiliazione senza precedenti alla classe politica abruzzese». Le dichiarazioni di Fazio secondo l'ex deputato dimostrano che «la Regione ha appaltato al governo la ridefinizione della rete ospedaliera. Fazio ha parlato da padrone della sanità in Abruzzo». Per Alfonso Mascitelli, presidente della commissione d'inchiesta sulla sanità, «Fazio e Venturoni continuano a parlare della sanità abruzzese come se fosse un fatto privato».


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