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Pescara, 20/04/2026
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Data: 01/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La festa del lavoro - Val Pescara, ecco la crisi che non va in piazza. Da Medavox a Somi, viaggio tra gli operai costretti a "emigrare" per celebrare il Primo maggio

Impianto inattivo. Vietato l'accesso a persone non autorizzate: leggi lavoratori. Fino all'anno scorso erano in ottanta ad essere autorizzati a varcare i cancelli della Evonik Medavox di Bussi. Sei anni di acqua ossigenata e poi, da un giorno all'altro, si chiude. Un anno di cassa integrazione per tutti. Scadenza il 3 maggio, due giorni dopo la festa, e poi la mobilità. Lavoratori invisibili. Come le bandiere di questo Primo maggio a Pescara: ammainate nel giorno della festa più grande e nella piazza più grande. Provincia e Comune hanno deciso di far da soli, con una kermesse di due giorni indirizzata più a chi un lavoro lo cerca che a chi è costretto a difenderlo con i denti. Ieri il via alle manifestazioni, oggi l'atteso concerto dei Velvet. E' la storia riscritta.
Gli ottanta ex Medavox e l'esercito dei cassintegrati della Val Pescara sono l'altra faccia della Festa dei lavoratori. Una festa in trasferta a Città Sant'Angelo per Cgil, Cisl e Uil. Dibattito, comizio e musica. Come nelle migliori tradizioni. Ma non a Bussi. Nella piazza più sindacalizzata di tutta la provincia la festa è finita già da qualche anno. Il Primo maggio a Bussi, quanto a pubblico, era come il ferragosto popolese. E i "saluti sindacali" erano seguiti più del concerto serale. Altri tempi. Oggi la festa è a Città Sant'Angelo. Occasione per riflettere su "Lavoro precario. Precaria la vita". Lo slogan scelto quest'anno dai sindacati è un pugno nello stomaco.
La crisi avanza. Da Bussi in giù è un bollettino di guerra. Aziende sull'orlo del fallimento e cassa integrazione ovunque. «Quasi tutte le piccole e medie imprese della Val Pescara - lamenta Gino Marinucci, segretario della Fiom Cgil - sono in sofferenza. La Val Pescara sta morendo e nessun politico si adopera per invertire la tendenza. La Somi di San Valentino, azienda di montaggi industriali con 60 dipendenti, è fallita. Prospettiva di cassa integrazione anche alla Imtr di Rosciano e alla Camis di Manoppello, specializzata in carpenteria metallica. Per quanto riguarda la Merker, oggi del gruppo Margaritelli, si è in attesa di vedere gli sviluppi dell'annunciata costituzione di un nuovo gruppo che comprende colossi nella produzione di semirimorchi. Si tratterà di verificare se il progetto ha un'ipotesi di sviluppo nel mercato». Unica isola felice, in un panorama di crisi senza precedenti, la Novares di Manoppello, dove si producono nebulizzatori. E poi Bussi: il cimitero della chimica e dei rifiuti tossici. Senza la Medavox, nel polo chimico, tra Solvay, Isagro e Silyisiamont oggi lavorano in meno di 150. Un processo di deindustrializzazione inarrestabile. Il progetto di Parco industriale non decolla. La bonifica delle discariche abusive di rifiuti tossici nemmeno. «Quello della bonifica - spiega Paolo Castellucci, segretario della Cgil di Pescara - è un punto centrale. Oltre a ripristinare le condizioni ambientali, porterà lavoro per diversi anni. Bussi potrebbe diventare un centro sperimentale. Quanto alle altre prospettive, siamo in attesa di conoscere il progetto Toto».
Storia riscritta anche per i lavoratori del commercio che oggi non saranno in piazza a festeggiare, bensì dietro i banconi. Da Ortona a Francavilla, da Silvi a Giulianova, ovvero alle porte di Pescara, i negozi saranno aperti, in deroga alle chiusure festive e nonostante la legge regionale 11 del 2008 dica espressamente che «la chiusura è obbligatoria nella giornata del primo maggio». Tant'è: diversi sindaci hanno emesso l'ordinanza che dà facoltà ai negozi di stare aperti, «Le autorizzazioni all'apertura sono state giustificate in tutti i modi, anche come occasione per rilanciare i consumi -attacca Luca Ondifero, Filcams Cgil-. Ma la crisi non si risolve con le aperture domenicali».

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