E che fretta c'è adesso? Il bilancio è passato e la navigazione della giunta è al riparo da ricatti e imboscate. Pdl e alleati, poi, premono perché finalmente l'amministrazione si metta al lavoro, affrontando opere pubbliche e dossier urbanistici. Così, senza rompere ufficialmente, il vertice di maggioranza di ieri, si è limitato a prendere tempo con Gianni Teodoro e il suo gruppo. Quel tanto che basta a far digerire all'assessore defenestrato che il suo rientro in giunta è praticamente impossibile, soprattutto dopo l'addio di Di Noi, l'ex fedelissimo passato armi e bagagli con l'Udc. Anzi, a questo punto è dal partito di Casini che il sindaco Albore Mascia si attende qualche richiesta supplementare, dunque non è il caso di distribuire inutilmente fette di potere. Ragion per cui anche la presidenza Ater per Teodoro sembra allontanarsi: una poltrona troppo importante e troppo ambita, anche a livello regionale, per finire ad un gruppo ridotto a soli due consiglieri. I partiti di centrodestra hanno condiviso anche la linea dura nei confronti dei tre consiglieri catoniani usciti dalla maggioranza, anche se non si esclude un futuro chiarimento. A pagare dazio subito dovrebbe essere soltanto Adele Caroli, destinata a perdere la presidenza della commissione grandi infrastrutture.