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Pescara, 20/04/2026
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03/05/2010
Il Messaggero
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La festa del lavoro - Precariato, diritti, povertà: sindacati all'attacco. A Città Sant'Angelo e piazza Salotto le manifestazioni separate per la Festa del lavoro |
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«Ricorrenze importanti come il 25 Aprile e il Primo Maggio rischiano di essere fagocitate dal consumismo e dall'offuscamento della memoria storica». Le parole di Umberto Coccia, numero uno della Cisl di Pescara, sabato mattina sono risuonate come un grido di allerta, partito dal teatro di Città Sant'Angelo per andare oltre. Da lì, i segretari provinciali Cgil, Cisl e Uil nella giornata del Primo Maggio hanno rimesso al centro il senso di una festa nata per commemorare diritti conquistati in oltre un secolo di lotte di braccianti, operai, sindacalisti. Da lì, Paolo Castellucci, Umberto Coccia e Roberto Campo hanno condiviso una riflessione sulle spine del lavoro di oggi: l'equivalenza "lavoro precario, precaria la vita" è stato il tema che ben sintetizza il pericolo di un presente-futuro negato, in tempo di crisi. «Il lavoro che manca, e che cambia, determina incertezza, nella retribuzione e nella possibilità di costruirsi una previdenza, un futuro - ha detto Castellucci, Cgil -: la precarietà investe i giovani, e una generazione di 40-50enni in cassa integrazione, senza lavoro e con più difficoltà a ricollocarsi». Oltre 24 mila posti persi in Abruzzo, 6mila nel Pescarese; tra gli avviati 3 su 4 sono precari. «Si è determinato, con scarsa attenzione della politica, un forte disagio sociale - dice Castellucci -: a Pescara sono aumentate del 40% le persone che si sono rivolte alla Caritas; il cassaintegrato a 700 euro o il cocopro a 600 euro già vive sotto la soglia di povertà; c'è una disoccupazione giovanile al 28% e aumentano le donne che hanno smesso di cercare lavoro. Bisogna intervenire con sostegno al reddito e investimenti mirati». La crisi ha fatto esplodere la fragilità di un sistema basato sul precariato: a Città Sant'Angelo i sindacati hanno così riflettuto sul loro ruolo nel rapporto con le istituzioni. «Se vogliamo avere un futuro come sindacato, non dobbiamo più difendere un sistema che dà bassi salari e contratti precari - dice Campo, Uil -. Dobbiamo chiedere di tagliare un po' del peso fiscale dal lavoro dipendente e pensioni; di abolire alcuni contratti atipici, aumentare i costi della flessibilità rendendo più appetibile alle imprese il lavoro stabile». «Bisogna anche puntare sull'orientamento dei giovani per intercettare gli spazi aperti nel mercato - dice Coccia, Cisl - e sulla formazione. Con la Asl bisogna ragionare su come far funzionare meglio la sanità spendendo meno, attraverso la medicina territoriale; con i Comuni stiamo lavorando per spostare risorse nel welfare e ridurre l'Irpef per le fasce di disagio». «A Città Sant'Angelo arriveremo anche a un protocollo con i sindacati per verificare la qualità dei contratti nei poli commerciali», spiega il sindaco Gabriele Florindi. Per tutto il giorno Città Sant'Angelo, che con i sindacati provinciali ha organizzato la manifestazione, è rimasto vestito a festa; dalle 17 via ai giovani e band: a loro, in tarda serata, Castellucci e Coccia hanno rivolto dal palco un messaggio di speranza. A Pescara, la due giorni di festa sperimentale del primo maggio organizzata da Comune e Provincia per gli studenti, ovvero per i lavoratori di domani, si è conclusa sabato con il concerto dei Velvet a piazza Salotto: soddisfatto il vicesindaco Fiorilli per la movida, ossia oltre 10mila persone accorse per la band romana, finché l'evento-primo maggio diventa, nelle sue parole, «un antipasto della grande estate che abbiamo messo in cantiere». La soddisfazione del presidente della Provincia Guerino Testa è tutta per aver centrato il risultato formativo ovvero aver avvicinato gli studenti al mondo del lavoro. «Abbiamo fatto conoscere i servizi del centro per l'impiego, con minicorsi e seminari - dice Testa - c'è stato grande interesse da parte degli studenti e degli operatori scolastici. Per la prima volta la Provincia è stata presente in piazza».
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