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Pescara, 20/04/2026
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Data: 03/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Terapia shock per Atene: Congelati salari e pensioni. Papandreou: risparmi da 30 miliardi per evitare la bancarotta

ROMA Tagli per 30 miliardi di euro in tre anni. Il nuovo piano con cui la Grecia strappa a fatica il sì all'Europa sugli aiuti che debbono salvarla dalla bancarotta, e con cui conta di ridurre il deficit dall'attuale 13,6% a meno del 3% del Pil (ma entro il 2014 e non più il 2012) è davvero, per restare nel luogo comune, lacrime e sangue. La scelta concordata dal primo ministro Giorgio Papandreou e dal suo ministro delle finanze Giorgio Papaconstantinou non aveva, del resto, alternative.
Il prezzo sarà però pesantissimo. I passaggi, ardui. Lo sforzo per salvaguardare il cuore degli equilibri sociali, enorme. Il Pil greco - è lo stesso governo a predirlo - imploderà nel 2010 del 4% e sarà in calo anche nel 2011. E il debito pubblico salirà fino al 140% del Pil, per cominciare a ridursi dal 2014.
Il piano è di un rigore senza precedenti in Eurolandia. E il settore pubblico è il primo bersaglio delle forbici dell'esecutivo greco. Oltre alle riduzioni delle indennità già annunciate nel primo piano, saranno ora congelati stipendi e pensioni. Tredicesima e quattordicesima mensilità saranno drasticamente ridotte per gli stipendi inferiori ai 3000 euro lordi, e saranno cancellate ove lo stipendio superi questa cifra. Le due mensilità "supplementari" saranno abolite anche per le pensioni sopra i 2500 euro lordi mensili, mentre saranno ridotte per chi naviga con l'assegno mensile sotto questo livello. Sarà nel frattempo rivisto completamente il sistema delle pensioni di invalidità. Mentre per quelle di vecchiaia dal 2011 scatterà l'eguaglianza nell'età pensionabile tra uomini e donne.
Si agirà anche sulla leva dell'Iva, che aumenterà del 2% (fino a un tetto del 23%). Saliranno del 10% le imposte su carburanti, alcolici, sigarette. Aumenteranno le tasse anche sui beni considerati di lusso, e lo Stato dragherà con nuove accise più danaro dalle lotterie. Non ci saranno invece (ed era già stato annunciato) tagli salariali per il settore privato. Ma sarà ridotta l'indennità di licenziamento, e la possibilità di licenziare diverrà più ampia ed elastica per imprese. Al settore privato saranno infine ridotte le ore potenziali di lavoro straordinario. Anche qui dunque la media delle retribuzioni è, sia pure in misura minore, destinata a scendere.
Si tratta di un pacchetto di misure giudicato «solido e credibile» da Wolfgang Schauble, il ministro delle finanze della Germania, l'interlocutore decisivo per il via libera al salvataggio. Ma che riempie di rabbia e di sgomento i sindacati ellenici. «Perdiamo quasi il 30% delle nostre entrate, e questo è inaccettabile» ha detto il presidente del sindacato dei dipendenti pubblici Adedy, Spyros Papaspyros. E ha convocato una riunione straordinaria dei suoi in vista dello sciopero di 24 ore del il settore pubblico, già indetto per dopodomani, ma anche per organizzare altre forme di lotta. In linea i leader sindacali dei lavoratori del privato (Gsee) che preannunciano in un comunicato una «dura reazione» alle misure annunciate. E l'opposizione di sinistra attacca lancia in resta il premier, il cui slogan elettorale era stato "Socialismo o barbarie". Ora, afferma il leader del partito Syriza Alexis Tsipras, «l'alternativa non esiste più», mentre i comunisti accusano Papandreou di «oscene menzogne».
A ribadire che per Atene non vi saranno sconti, ha subito provveduto però da Berlino il ministro tedesco dell'economia, Rainer Bruderle: "Il programma di risanamento dovrà essere attuato alla virgola, e noi vigileremo con minuzia». Mente la Bce non esclude addirittura ul ulteriore giro di vite. «La Bce - si legge nel comunicato diramato ieri - considera essenziale che le autorità greche siano pronte a prendere qualunque altra nuova misura che potrebbe rendersi necessaria».

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