Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.308



Data: 03/05/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Bocchino: «Contratti Rai? A Berlusconi». L'ex vice presidente del Pdl alla Camera si difende dagli attacchi del Giornale alla moglie, che fa la produttrice tv

MILANO - «I contratti più importanti della Rai vanno a Silvio Berlusconi e ai suoi figli, proprietari della Endemol. Ma non lo trovo scandaloso: la Endemol è una grande società che fa produzione, ricchezza e audience». Lo dice, in un'intervista a Maria Latella su Sky Tg24 Italo Bocchino, ex vice presidente finiano del gruppo Pdl alla Camera, finito in prima pagina del Giornale il 30 aprile per il contratto di produzione assegnato dalla Rai alla moglie ("I soldi Rai alla moglie di Bocchino"). «Quello che troverei scandaloso - sottolinea Bocchino - sarebbero scelte al di fuori della normativa vigente». «Se vogliamo fare un codice etico per cui con la Rai non possono avere nulla a che fare i parenti fino al sesto grado di chi siede in Parlamento sarei d'accordissimo: però il maggior colpito sarebbe Berlusconi, che è il maggior beneficiario insieme ai sui figli». Per quanto riguarda la moglie Gabriella Buontempo, Bocchino ricorda che quando l'ha conosciuta già lavorava con la Rai e che nell'articolo del Giornale «non c'è nessuna accusa, si dice che fa la produttrice, lo fa bene e a prezzi di mercato». Riguardo agli articoli del giornale della famiglia Berlusconi non solo su sua moglie ma anche sulla suocera di Gianfranco Fini, il giudizio di Bocchino è netto: «È solo spazzatura, sono non notizie che servono a bastonare chi dissente nel Pdl».

«SCAJOLA CHIARISCA» - Bocchino ha poi parlato del caso Scajola: «Gli esprimo solidarietà umana e mi auguro che riesca a chiarire quanto prima questa vicenda» ha detto riferendosi all'acquisto di un appartamento a Roma da parte del ministro dello Sviluppo economico, accusato di aver usato soldi di uno degli imprenditori coinvolti nell'inchiesta sul G8. L'esponente finiano rinnova l'invito ad approvare subito il ddl anti corruzione quando, dopo la firma del presidente della Repubblica, arriverà alla Camera: «La politica deve essere trasparente, non ci deve essere nemmeno un centimetro quadrato di ombra per l'opinione pubblica. Quindi mettiamo subito all'ordine del giorno il ddl anti corruzione e, con un voto bipartisan approviamolo il prima possibile. È prioritario e questo deve fare un partito serio». Alla domanda che cosa faranno i finiani se la maggioranza del Pdl non farà questa scelta risponde: «Ne prenderemmo atto e faremmo la nostra parte. Noi non facciamo agguati, il ruolo della minoranza in un grande partito è quello di stimolo. Il problema è che il Pdl non deve essere un partito grande ma un grande partito».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it