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Pescara, 20/04/2026
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04/05/2010
Il Messaggero
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Pronto il rimpasto in Giunta, Giuliante in attesa. Di Stefano: «Esigenza legittima, è in agenda» |
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PESCARA - Il primo giorno passi, il secondo no. Tra un bagno turco e un massaggio ayurvedico la maggioranza pidiellina in ritiro spiritual-politico a Rigopiano si è accorta che all'appello (e in piscina) mancava il capogruppo. Assenza apparentemente giustificata quella di Gianfranco Giuliante, ufficialmente a Roma e poi con i vertici del Pdl all'Aquila a concordare gli assessori della giunta Del Corvo. Ma solo apparentemente: di fatto Gianfranco Giuliante, racconta chi lo conosce bene, adesso la pazienza l'ha persa per davvero. Un'assenza strategica la sua, per ribadire che il tempo per il rimpasto in giunta regionale è ormai scaduto. Aspetta fuori dalla porta a braccia conserte il capogruppo, è dal sei aprile che il Pdl dve rispettare l'impegno e la promessa, ed è già un anno e un mese dopo. «A Rigopiano non c'ero perchè ero impegnato con Filippo e Fabrizio», spiega Giuliante: Filippo e Fabrizio, cioè Piccone e Di Stefano, la Fi-Fa del Pdl. «Ma è vero che il problema del riequilibrio in giunta regionale con l'ingresso nell'esecutivo di un aquilano dovrebbe essere nell'agenda del Pdl». E adesso, passate le elezioni, gli aquilani battono cassa. Il rimpasto è all'ordine del giorno, conferma il vice coordinatore del Pdl Fabrizio Di Stefano: «La legittima esigenza del territorio aquilano verrà valutata prossimamente con un confronto aperto col presidente Chiodi. E' un problema che è stato posto e che tutti hanno ritenuto legittimo dopo il terremoto del 6 aprile - spiega il senatore Pdl - per assicurare una partecipazione alle scelte legate alla ricostruzione a un esponente della città ferita dal sisma». Rimpasto sì, ma non subito. Giuliante forse dovrà aspettare ancora qualche giorno perchè Chiodi deve decidere chi sacrificare tra i suoi assessori. Prima delle elezioni il toto-siluro dava molto a rischio la poltrona dell'assessore Federica Carpineta ma adesso le scelte potrebbero cambiare. E poi nessuno si vuole ancora sbilanciare. Un aquilano in giunta, ma chi lo dice che sarà proprio Giuliante? Lui, il capogruppo, ufficialmente fa il tifo per L'Aquila. Ma dentro il Pdl c'è chi dice che quella poltrona non solo spetta a un esponente del capoluogo, ma anche ad un ex aennino. Come lui. Perchè gli ex azzurri nella provincia hanno già fatto piazza pulita di tutto. Esempio: tre parlamentari a Sulmona (Scelli, Pelino, Aracu), un presidente di Provincia all'Aquila marsicano e in quota Fi (anche se decenni fa era aennino pure lui); un senatore (Piccone) e due assessori regionali (Stati e Di Paolo). Morale: l'identikit del nuovo assessore prevede che sia aquilano e anche ex aennino. Ci manca che si dica con gli occhiali rossi e i capelli lunghi e il quadro è pronto. I tempi del rimpasto potrebbero allungarsi soltanto se il Pdl decidesse di allargare la giunta anche all'Udc, onorando un patto sottoscritto ai tempi delle penultime provinciali. Ma qui il discorso si complicherebbe molto perchè l'Udc è spaccato al suo interno e un assessorato a Menna provocherebbe molti malumori. E in più, non sarebbe gradito neppure a Giorgio De Matteis che i suoi ex colleghi di partito non li vede molto di buon occhio. «Mentre il problema del riequilibrio a favore dell'Aquila è un problema territoriale e come tale condiviso da tutti, quello dell'Udc è più partitico - spiega Di Stefano - e lo considererei in netto subordine al primo». Che significa che L'Aquila e Udc non saranno affrontati contemporaneamente. Ma attenzione: non è così scontato che il posto da assessore spetti proprio a Giuliante in quanto ex aennino. «Non è escluso, ma la vecchia appartenenza ad An, che ha il suo peso, non è sicuramente vincolante». Porte aperte, per ora: per il posto di assessore al momento serve solo la carta d'identità.
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