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Pescara, 20/04/2026
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Data: 05/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Aggredito un autista dell'Arpa. A picchiarlo il papà di un giovane lasciato a piedi

AVEZZANO. Lascia a piedi uno studente perché in attesa del bus «fuori fermata», il padre del giovane si lancia in un folle inseguimento con la propria auto e dopo aver bloccato il mezzo pubblico aggredisce l'autista. È accaduto ieri, alle 7,50, sulla linea urbana dell'Arpa che collega la città a Forme, Massa d'Albe e Magliano dei Marsi. «Episodi del genere, purtroppo, accadono abbastanza spesso» racconta con l'amaro in bocca Luigi Cinaglia, l'autista che si è preso un ceffone dal papà esagitato attraverso il finestrino dell'autobus «ho denunciato l'aggressione alla polstrada e ovviamente all'azienda per la quale lavoro da oltre 30 anni». L'uomo, che è anche segretario territoriale della Faisa-Cisal, dopo l'accaduto si è fatto accompagnare al pronto soccorso dell'ospedale cittadino dove i medici gli hanno consegnato una prognosi di 5 giorni. «La nostra è una categoria poco tutelata» aggiunge Cinaglia «parlo a nome anche dei miei colleghi di lavoro. Negli ultimi anni, e sempre sulla stessa tratta, dobbiamo fare i conti con l'arroganza crescente di alcuni passeggeri che pretendono di salire e scendere in base alle loro esigenze e non alle fermate prestabilite. E se ci rifiutamo, come sempre accade, sono insulti, parolacce e qualche volta aggressioni fisiche come quella capitata a me». Sull'autobus delle 7,50 viaggiano soprattutto studenti che ogni mattina raggiungono le scuole di Avezzano dai paesi limitrofi. «Più volte ho spiegato al ragazzo per il quale si è scatenato il putiferio che la fermata dell'autobus a Castel nuovo non è davanti a casa sua, ma qualche decina di metri più in là. Questa mattina (ieri per chi legge) lo stesso film. Ovviamente non mi sono fermato, noi autisti abbiamo delle regole ben precise da rispettare. Altrimenti, in caso di incidente, le responsabilità ricadrebbero tutte sulle nostre spalle. Ebbene» aggiunge «il tempo di percorrere qualche centinaio di metri quando improvvisamente dallo specchietto ho visto sopraggiungere un'auto a tutta velocità che una volta sorpassato mi ha sbarrato bruscamente la strada mettendo a repentaglio l'incolumità dei passeggeri. Tutto questo sotto gli sguardi increduli dei ragazzi che avevo a bordo. Una volta fermo l'inseguitore si è avvicinato al finestrino e ha iniziato a insultarmi perché non avevo fatto salire il figlio sul bus. A nulla sono valse le mie spiegazioni, che ci sono fermate prestabilite e che bisogna rispettarle. Per tutta risposta mi è arrivato un ceffone». L'autista ha chiamato polizia e carabinieri, ma nel frattempo l'aggressore si è allontanato. «Ora la polizia sta cercando la persona che mi ha assalito, ma aldilà del fatto ciò che chiediamo è maggiore tutela sul posto di lavoro. Sarebbe opportuno» conclude «che qualche poliziotto o carabiniere in borghese verificasse cosa accade sulle linee più calde».
Non più di un mese fa un altro autista dell'Arpa sarebbe stato malmenato da un passeggero. Il motivo sempre lo stesso: il no alla richiesta di una fermata non autorizzata.

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