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Pescara, 20/04/2026
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Data: 05/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La Cgil rompe i rapporti sindacali con la Sevel. Scontro sui permessi usati per coprire il fermo produttivo, oggi 2 ore di sciopero

LANCIANO. Prima la richiesta della cassa integrazione approvata dall'Inps e poi la notizia che la Sevel vuole utilizzare comunque i sette permessi retribuiti per coprire il fermo produttivo di febbraio al posto della Cigo. E' rottura tra i sindacati e l'azienda della Val di Sangro. Per questo oggi Fiom Cgil, Ugl e Fails Cisal hanno proclamato due ore di sciopero alla fine di ogni turno.
Dopo il ricorso al Tribunale del lavoro di Lanciano con la presentazione di centinaia di istanze da parte dei lavoratori, continua lo scontro in particolare con la Fiom-Cgil. «E' una scelta pretestuosa e di una gravità inaudita», attacca Marco Di Rocco, segretario provinciale Fiom-Cgil, «la Sevel ha chiesto proprio pochi giorni fa la cassa integrazione per il fermo causato dal mancato arrivo di materiale dall'Asia a causa dello stop dei voli e, invece, per lo sciopero di febbraio vuole far pagare il fermo ai lavoratori».
Nell'udienza del 30 aprile scorso la Sevel non ha chiesto al sindacato il ritiro dei ricorsi in cambio della Cigo, continuando nella linea già adottata di far ricorso ai Par.
Secondo la sigla sindacale questa linea sarebbe stata intrapresa per scoraggiare gli scioperi nelle piccole e medie aziende della galassia Sevel, scatenando una sorta di guerra tra poveri. La chiusura dei rapporti dunque, secondo le Rsu, è «un passo obbligato».
I ricorsi presentati (circa 700 fino ad ora) non verranno ritirati se l'azienda non ricorrerà alla cassa integrazione. E se il giudice dovesse dar ragione al sindacato all'azienda toccherebbe pagare di tasca propria in assenza di cassa integrazione.
Intanto è scontro anche in Regione con i sindacati per via degli abbonamenti ai servizi di trasporto dei lavoratori. «Anche in regime di cassa integrazione», sottolinea Antonio Teti rsu Sevel, «i lavoratori devono pagare l'abbonamento per intero pur non utilizzando il servizio. Abbiamo chiesto già da un anno all'assessorato regionale ai trasporti di venirci incontro, ma non abbiamo avuto nessuna agevolazione. I lavoratori devono pagare l'abbonamento per intero o andare in auto ed è uno spreco di risorse anche per la Regione visto che spesso gli autobus viaggiano vuoti».

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