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Pescara, 24/04/2026
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06/05/2010
Il Messaggero
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Saga, la non-scelta di Morra: due tecnici alla guida. Lo scontro Chiodi-Di Stefano ingessa il centrodestra, l'assessore si inventa una soluzione a termine |
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PESCARA - Non se ne veniva a capo, neppure ieri mattina che la giunta era stata convocata apposta. Lontani distanti asserragliati su fronti opposti come mai prima d'ora, come neppure ai tempi dei manager Asl. Non cedevano di un millimetro neppure di mezzo, uno voleva Napoleone l'altro no. Uno un proprio uomo l'altro un teramano sia pure mascherato da tecnico. Gianni Chiodi e Fabrizio Di Stefano hanno tentato fino all'ultimo di mettere la firma sulla scelta del presidente della Saga, questione di onore e di puntiglio. Non ci sono riusciti. E' toccato all'assessore Giandonato Morra ieri mattina, stanco di trasportare il nome di Napoleone nella valigetta da tre mesi su e giù da Teramo all'Aquila a Pescara e ritorno, a inventarsi una via di fuga, un compromesso onorevole per far dire di sì a tutti e due, per regalare una tregua di qualche mese ai litiganti e una bomboletta d'ossigeno al Pdl. In attesa che piova dal cielo una pace, un armistizio, uno straccio di compromesso politico, un nome che faccia contenti tutti e due. Alla Saga si accomodano due tecnici, due dirigenti regionali con preciso copyright politico. Presidente è Carla Mannetti, dirigente dei Trasporti che è l'assessorato competente guidato da Morra, in quota Fabrizio Di Stefano. Mentre il componente del cda è Gianluca Caruso, direttore del Turismo che è l'assessorato competente per il piano marketing e guidato da Mauro Di Dalmazio, in quota Chiodi. E contemporaneamente la Regione ha preso atto dell'indicazione del Comune di San Giovanni Teatino che vuole lo stesso sindaco Verino Caldarelli membro del cda. Scelta abile, indubbiamente. I due dirigenti sono destinati a restare in carica qualche mese, appena il tempo per dare il via libera alla ricapitalizzazione della Saga e a far sbollire gli spiriti dei due contendenti, ammesso che basti. Ieri mattina Morra li ha spiazzati tutti: l'assessore bonaccione grande amico del senatore e unico seguace superstite di Alemanno, stanco dei suoi andirivieni a vuoto da un capo all'altro dell'Abruzzo, ha tirato fuori la soluzione che li avrebbe fatti contenti e gabbati. Il tavolo politico composto dal coordinatore del Pdl Filippo Piccone, da Fabrizio Di Stefano (la storica Fi-Fa, da Filippo e Fabrizio secondo Giuliante) e dal governatore Gianni Chiodi si era sciolto con l'ennesima fumata nera. Anche dopo aver fatto tutti e due un passo indietro, ritirando ognuno la candidatura del proprio protetto e rilanciando sul tavolo altri nomi, nessun passo avanti. E così, con quattro o cinque nomi sul tavolo, compresi quelli del docente di economia ed ex presidente Confesercenti Lucio Laureti e di Vincenzo Berghella al quale era stata promessa la vice presidenza, ieri mattina la giunta sarebbe andata incontro all'ennesimo flop. Gongola adesso Giandomenico Morra: «Ho ritenuto di operare questa scelta, di cui rivendico la paternità perchè stiamo andando incontro a una fase tecnica molto delicata. Il cda dovrà convocare entro la fine del mese l'assemblea per la ricapitalizzazione. Bisognerà fare una variazione di bilancio per il 2010 per quattro milioni di euro. Compito dei due dirigenti sarà quello di instaurare una new dirigency per riformulare il piano marketing dell'aeroporto, a cui noi tutti attribuiamo grandissima importanza per il rilancio turistico-economico dell'Abruzzo». Un ponte politico, ammette Morra: «I due dirigenti rimarranno in carica tre mesi, sei al massimo: il tempo di fare la ricapitalizzazione, e in ogni caso saranno sempre affiancati da me». Quindi doppia garanzia per Di Stefano che non ha perso l'imprinting sulla presidenza Saga (la Mannetti l'ha voluta lui in Regione come dirigente ai Trasporti), e la supervisione di Morra suo fedelissimo gli assicurerà il controllo pieno sull'ente. Asettico il commento di Chiodi: «Si tratta di nomine tecniche, nel senso che la Regione ha temporaneamente posto nel cda della Saga i due massimi dirigenti dei settori regionali maggiormente interessati alla gestione dell'aeroporto d'Abruzzo». Temporaneamente, sottolinea Chiodi: nel frattempo la guerra può continuare.
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