Preoccupazione per la tenuta della moneta comunitaria finita sotto quota 1,29 sul dollaro
MILANO. Crollano le Borse, si indebolisce l'euro e tira una brutta aria anche per i titoli di Stato italiani. Questo il riassunto, in pillole, della giornata di ieri sui mercati finanziari, ancora in fibrillazione a causa del debito greco. Il timore, per tutti, è che il male si allarghi.
Soprattutto in Europa e che, dopo la Grecia, si arrivi a dubitare del debito di Spagna, Portogallo e Italia.
Giù le Borse. I mercati azionari sono partiti in moderato rialzo in mattinata, ma all'ora di pranzo è arrivata la doccia fredda: l'agenzia di rating Moody's ha messo sotto osservazione il debito del Portogallo per un possibile declassamento, alla luce delle difficoltà del paese a ridurre il deficit di bilancio. In pochi minuti i listini hanno cominciato la discesa, arrivando a cedere ben oltre il 2%. Poi, un avvio in positivo di New York ha evitato un crollo simile a quello di martedì. In chiusura, Milano cede l'1,27%, Francoforte lo 0,81%, Parigi l'1,44% e Londra l'1,28%. A un'ora dalla chiusura, in leggero ribasso gli indici Usa: -0,27% il Dow Jones e -0,64% il Nasdaq.
La montagna del debito. I mercati temono che la Grecia non riesca a rimborsare i titoli di Stato in circolazione. E ieri il rendimento dei bond a due anni della Grecia è salito al 15,13%. Solo offrendo un rendimento così alto, Atene è riuscita a piazzare i suoi titoli. Invece la differenza del titolo a 10 anni della Grecia rispetto al titolo tedesco, è salita ieri a 676 punti. Da Atene a Madrid dove il governo sarà costretto a varare nuovi tagli per riportare sotto controllo il terzo deficit di bilancio della zona euro. «Ci aspettiamo che la Spagna prenda altre misure di consolidamento se la crescita economica di quel Paese dovesse essere inferiore alle attese», dice un analista di Fitch.
Sui mercati si comincia a dubitare della Spagna e si sostiene che «lo scenario peggiore è proprio quello di una crescita inferiore alle stime». Il governo Zapatero è all'opera per riportare il deficit di bilancio dall'11,2% del Pil al 3%, ma si tratta di prendere misure drastiche. Intanto, preso a riferimento il titolo a 10 anni della Germania (ritenuto il Paese più sicuro), la differenza con il titolo spagnolo di ugual durata è salito a 130 punti base e, se non è allarme, poco ci manca.
Anche in Italia non si dovrebbe dormire tranquilli (nonostante le rassicurazioni del governo) se è vero che il differenziale con i titoli tedeschi è salito, ieri, a 123 punti (appena sotto i 130 punti della Spagna). Eravamo a 90-95 punti nei giorni scorsi, ma ieri sui Btp (Buoni del Tesoro poliennali) si è scatenato un violento movimento di vendite. Gli investitori vendono, in particolare, i titoli di Spagna e Italia per comprare i più sicuri titoli pubblici di Francia e Germania che rendono meno ma offrono maggiori garanzie. «Ci sono paesi più deboli del nostor che possono finire nel mirino», si dice in Piazza Affari, ma è anche vero che il nostro debito pubblico, se non è il più alto in percentuale, è enorme in assoluto (oltre 1.800 miliardi di euro).
Scende l'euro. In forte calo il valore dell'euro nei confronti del dollaro. La moneta europea ha ceduto quota 1,30 e ieri sera era scambiata a 1,2886 contro il dollaro.
La Bce. La Banca centrale europea avrebbe una soluzione pronta: per evitare il deprezzamento dei bond dei paesi a rischio, sarebbe pronta a entrare sul mercato con forti acquisti.