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Pescara, 24/04/2026
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Data: 08/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
16° Congresso Cgil - Epifani: non siano i lavoratori a pagare. E il congresso Cgil avverte il ministro Sacconi, i diritti non si toccano

«Se la manovra non sosterrà i redditi risponderemo»

RIMINI. «Spero ci sia un confronto sulla manovra da 25 miliardi prospettata dal ministro dell'Economia, perchè se non affrontasse il problema dell'equilibrio dei conti pubblici ma anche del sostegno all'economia e ai redditi è chiaro che risponderemo». Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, avverte Tremonti: «Si deve capire da dove si parte e chi si continua a colpire. Se, ancora una volta, la manovra si abbattesse sull'economia locale, se tagliasse istruzione e sanità, se continuasse a pensare di non restituire nulla a lavoratori e pensionati di quello che stanno pagando e se ci fosse una riduzione degli investimenti, sarebbe una manovra regressiva e farebbe regredire ancora di più la ripresina». Anche sullo Statuto dei lavori, creatura del ministro Sacconi, Epifani spiega che «se ci sarà un confronto noi andremo; ma con le nostre obiezioni e le nostre proposte, che partono dal riconoscere lo Statuto dei lavoratori come una pietra miliare anche per il presente e per il futuro». Se l'intendimento fosse quello di indebolire i diritti, la Cgil non starà a guardare.
Al congresso di Rimini, viene rappresentata la difficile realtà dell'Italia e i delegati non si sottraggono anche al confronto sul ruolo della Cgil. Riaffiorano le divisioni sulla democrazia interna. Epifani e Rinaldini duellano su un emendamento Fiom, respinto, con cui si voleva dare possibilità alle categorie di esprimere valutazioni sugli accordi e, solo successivamente in modo conclusivo, al direttivo nazionale. Per il leader Fiom è «un fatto gravissimo», per il segretario generale una «sintesi unitaria».
Giorgio Cremaschi, segretario Fiom, propone lo sciopero generale «contro l'attacco ai diritti» e si chiede se la confederazione abbia consapevolezza dell'intensità «dell'aggressione senza precedenti». Argomento rilanciato anche da Carlo Podda, della Funzione Pubblica. Il rischio da evitare è quello di cristallizzare maggioranza e minoranza, denunciano la segretaria della Flai Crogi e quello piemontese Scudieri. Altri delegati insistono sui temi dell'unità sindacale dopo le timide aperture di Bonanni e Angeletti: «E' un passaggio obbligato» spiega il segretario di Milano, Rosati. Ma l'unità, spiega Enzo Costa, segretario della Sardegna, non è un problema che deve partire dai territori.

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