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Pescara, 24/04/2026
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Data: 08/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Lavori filovia, esposto in procura. La strada per i residenti finisce sotto casa del consigliere Ruggero. I cittadini di via Marche all'attacco: «Ignorati gli errori del progetto»

MONTESILVANO. La strada nata accanto alla filovia per permettere ai residenti di tornare a casa parte da via Marinelli, attraversa via Puglia, si ferma trenta metri dopo l'incrocio. Davanti al cancello della casa del consigliere provinciale di Rialzati Abruzzo Lino Ruggero.
I lavori della filovia sono al centro di un esposto inviato alla procura di Pescara da un gruppo di residenti di via Marche, beffati perché la strada accanto al tracciato finisce in un vicolo cieco: l'esposto è racchiuso in una pagina di 12 righe per denunciare l'accesso negato ai palazzi con vista sulla strada parco.
Ieri, i residenti sono scesi in strada davanti al cantiere per protestare contro «un'opera che ci è stata imposta dall'alto senza confronto». Ad ascoltare i cittadini, si è fermato anche Ruggero: «Lunedì alle 11, in municipio, il sindaco Pasquale Cordoma ci riceverà per discutere i problemi dei lavori della filovia», ha detto Ruggero dopo una telefonata a Cordoma. Ai cittadini, il consigliere ha detto: «Con il progetto, io non c'entro niente», sottolineando che se la strada termina davanti a casa sua è soltanto una coincidenza.
L'esposto dei cittadini è l'epilogo di una storia che comincia il 9 ottobre quando i residenti, rappresentati da Claudio Dei Rocini, scrivono al sindaco, all'ex assessore ai Lavori pubblici Carlo Tereo de Landerset, alla Gtm (stazione appaltante della filovia) e al direttore dei lavori Bellafronte Taraborrelli (dirigente ai Lavori pubblici a Montesilvano fino al 2009 passato al Comune di Pescara con l'amministrazione di Luigi Albore Mascia).
Nella lettera viene spiegato il problema: «Si chiede la continuazione, verso viale Abruzzo, della bretella lato monte adiacente la carreggiata destinata al filobus già in parte realizzata a poche decine di metri da via Marche». Ma i residenti segnalano anche che un «muro di contenimento» lato mare chiuderà l'accesso ai palazzi della zona e impedirà «alle acque di precipitazione meteorica di scorrere. Questa problematica ci preoccupa in quanto la zona vede ripetersi gli allagamenti». Alla lettera nessuno risponde: il 20 marzo, dallo studio legale di Luca Capasso parte un'altra lettera per chiedere «l'immediata sospensione dei lavori». Il Comune tace: con l'esposto del 24 aprile si chiede alla procura di indagare «per accertare la legittimità dei lavori».

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