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Pescara, 24/04/2026
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Data: 08/05/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Bye bye Fini. Gli ex di An agli elettori abruzzesi: «Ecco perché abbiamo detto addio a Gianfranco»

PESCARA Bye bye Fini. La componente ex Alleanza nazionale dentro il Pdl saluta l'uomo della svolta di Fiuggi e se ne va. Anzi rimane nel Partito della libertà con la schiacciante maggioranza che il 22 aprile si è schierata con il premier Berlusconi e contro il presidente della Camera. Fare presente, insomma, è meglio di Fare futuro per i politici abruzzesi che sono nati quando c'era il Movimento sociale italiano o per i più giovani che hanno iniziato il percorso a metà degli Anni Novanta con Gianfranco Fini. La Destra che prima era di lotta e oggi è di governo si ritrova stamane all'auditorium "Petruzzi" del Museo delle Genti d'Abruzzo stretti stretti attorno al progetto Pdl, nato appena un anno fa, con un convegno sul tema "La nostra scelta". Non è una conta, quella c'è stata già dopo il 22 aprile, subito dopo lo scontro mediatico tra Fini e il Cavaliere, ma solo il modo di ribadire da che parte sta il Pdl in Abruzzo, mentre solo Alfredo Castiglione ed Emilio Nasuti sono rimasti sulla "barricata" finiana. E allora al convegno, insieme al coordinatore regionale Filippo Piccone e al vice Fabrizio Di Stefano, ci saranno i responsabili provinciali Lorenzo Sospiri (Pescara), Mauro Febbo (Chieti), Gianfranco Giuliante (L'Aquila), Giandonato Morra (Teramo) ed Emilio Iampieri (Avezzano). Certo, scorrendo i nomi fa impressione ritrovare fianco a fianco Sospiri e Giuliante che fino a ieri se le sono dette e date di santa ragione. «Dopo lo scontro del 22 aprile - ha detto Di Stefano - avevamo il dovere di spiegare la nostra scelta all'elettorato, piuttosto disorientato all'indomani di quella divisione che rischiava di apparire come una spaccatura definitiva. Le posizioni assunte da Fini e dalla fondazione Fare Futuro non sono più in linea con le premesse programmatiche del Pdl, questo è il motivo per il quale si è arrivati a due documenti distinti e separati nella direzione nazionale di Roma e noi facciamo parte di quei parlamentari che hanno aderito alla Carta dei 75 promossa da La Russa, Alemanno, Matteoli e Gasparri. E allora dobbiamo ripartire da valori forti che parlano di lavoro, dello sviluppo del Mezzogiorno, di sicurezza, legalità, tutela della famiglia e lotta all'immigrazione clandestina». Alfredo Castiglione, pur rispettando le scelte degli altri, ritiene «fondamentale che in un partito del 40 per cento vi siano più voci a farsi sentire. Il pensiero unico - spiega il vice presidente della Giunta regionale - non è un bene per nessuno. Anzi, se un merito ha avuto lo scontro tra Fini e Berlusconi è proprio quello di aver aperto finalmente un dibattito politico dentro il Pdl. Si può star bene anche in minoranza, ferma restando la fedeltà al progetto originario del partito e al presidente Chiodi in Abruzzo».

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