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Pescara, 24/04/2026
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Data: 09/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
16° Congresso Cgil - Epifani rieletto segretario, la Fiom all'opposizione. Apertura alla Cisl, sì alla linea riformista ma il documento politico passa a maggioranza

Se l'esecutivo approfitterà della crisi per smontare i diritti dei lavoratori siamo pronti allo sciopero generale

RIMINI. La Cgil riparte dalla contrattazione ma non rinuncia al conflitto sociale per difendere occupazione e diritti. Il sedicesimo congresso riconferma Guglielmo Epifani (nella foto) alla guida (sino a settembre quando terminerà il mandato statutario degli otto anni) e non esita a mettere sotto accusa il governo. L'esecutivo, si legge nel documento finale, ha approfittato della crisi per tentare di chiudere i conti con la lunga stagione di conquiste sociali e per «smontare i diritti» dei lavoratori.
Nel discorso conclusivo Epifani chiede al governo «di fermarsi un attimo; se non possa sentire di fare un gesto di responsabilità sociale e nazionale e provare a fermare questa costruzione legislativa che prova a smontare i diritti». In caso contrario la Cgil è pronta a opporsi «con tutte le sue forze e iniziative» sino allo sciopero generale. Per il segretario è eloquente «il silenzio di Tremonti e il rumore pesante della manovra correttiva che il governo approverà» che contraddice chi, sino a ieri, ha cercato di negare la crisi. Ma Epifani affronta i nodi del confronto interno confermando che «non possiamo solo affidarci a una linea di resistenza», e «fare conflitto troppo a lungo senza raggiungere accordi». La Cgil «ha il dovere di muoversi per cogliere le opportunità per uscire dall'angolo», spiega riferendosi ai 40 contratti firmati dalla confederazione negli ultimi mesi. Il dialogo con Cisl e Uil, aggiunge, «ripartirà dai punti su cui è possibile ripartire. Abbiamo tante divisioni che restano, possiamo provare a lavorare su alcune questioni: la democrazia, la rappresentanza, la condizione del Mezzogiorno, il fisco» ma l'apertura di Bonanni «va colta».
La frattura interna non si ricompone e il documento finale ottiene l'82% di sì e il 18% di contrari. Di questo Epifani «non è contento» ma pronto a «riconoscere le differenze». Perché ciò che divide la Cgil non è l'analisi sulla situazione quanto «come rispondere a questo attacco al lavoro e ai diritti».
L'altra Cgil è rappresentata da Gianni Rinaldini, leader delle tute blu della Fiom. Anche per lui «governo e Confindustria hanno deciso di usare la crisi per ridefinire l'assetto delle relazioni sociali del Paese con una prospettiva autoritaria» e con la «complicità» di Cisl e Uil «che hanno compiuto con la firma del nuovo modello contrattuale un vero e proprio sopruso verso i lavoratori». L'attacco di Sacconi allo Statuto dei Lavoratori, dice Rinaldini, è stato preceduto dall'accordo separato e da «un'opera sistematica di atti legislativi che giorno dopo giorno cancellano forme di tutela e diritto del lavoro e allargano la precarizzazione». L'altro intervento di peso è quello di Carla Cantone, segretaria dei pensionati e candidata, con Susanna Camusso, a succedere a Epifani, che insiste sull'unità interna: «E'fondamentale sapere che non abbiamo bisogno di maggioranza e minoranza».

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