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Pescara, 24/04/2026
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09/05/2010
Il Messaggero
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Ciclone Draquila, Bondi: «Offende la verità» Il ministro della Cultura, per protesta, non parteciperà alla rassegna cinematografica francese |
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«Draquila offende la verità. Non andrò a Cannes». Il ministro della Cultura Sandro Bondi, «ha declinato l'invito a partecipare al prossimo festival di Cannes, esprimendo rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, "Draquila", che offende la verità e l'intero popolo italiano». Il docufilm di Sabina Guzzanti sulla ricostruzione dell'Aquila, da venerdì scorso nella sale di tutta Italia e che è stato invitato al più importante festival cinematografico del mondo, già puzza di zolfo. Si può immaginare già da ora cosa accadrà quando verrà presentato a Cannes il prossimo 17 maggio al cospetto della critica cinematografica mondiale. Qualcuno l'ha definito un film alla Michael Moore, l'autore statunitense già vincitore di un Oscar e una Palma d'Oro con i film Fahrehneit 9/11 (un docufilm feroce sull'amministrazione Bush) e Bowling a Columbine (la denuncia sull'uso delle armi da parte dei minori), e la stessa Guzzanti ha già ricevuto critiche positive sulla sua opera proiettata in anteprima a Piazza Duomo qualche giorno fa. Chiaramente la decisione del Ministro Bondi ha creato polemiche sia in Italia sia all'estero. Il film sull'Aquila sta "spaccando" la politica, mentre in Francia già ironizzano. «La decisione del Ministro Bondi di non andare al Festival per protesta illustra «una strana concezione della liberta». Mentre la Francia è «molto triste che lo Stato italiano non sia rappresentato al Festival». Parola di Jack Lang ex-ministro della cultura francese e attuale "emissario speciale" del presidente Nicolas Sarkozy. A favore della decisione di Bondi il ministro Michela Vittoria Brambilla che addirittura «si riserva di dare mandato all'avvocatura dello Stato per eventuali danni che "Draquila" possa arrecare all'immagine dell'Italia» e l'onorevole aquilana Paola Pelino («Sono più che condivisibili le rimostranze del Ministro Sandro Bondi, che ha fatto benissimo»), mentre il parlamentare del Pdl Luca Barbareschi ha detto: «Io il film non l'ho visto per cui non posso esprimere un giudizio. Riguardo alla decisione del ministro di non andare a Cannes, mi limito a dire che è una sua scelta e cha avrà avuto i suoi motivi per farla». Perplesso Fabio Granata, capogruppo del Pdl in commissione Cultura della Camera. «La decisione del Ministro lascia molto perplessi sia per le motivazioni addotte sia per la rilevanza dell'evento culturale dove una grande nazione come l'Italia non può non essere rappresentata». Per il resto il ministro della Cultura ha ricevuto critiche dal mondo dello spettacolo («Non so che dire di un Ministro che si vergogna di un artista libero»). Così Daniele Luchetti, unico regista quest'anno in corsa nella selezione ufficiale del Festival di Cannes», ma principalmente il mondo politico di centrosinistra ha stigmatizzato la decisione di Bondi. A cominciare da Walter Veltroni: «Mi sembra una decisione assurda, figlia di una cultura di altri tempi, ideologica e che tradisce un riflesso autoritario», per finire con Luigi De Magistris dell'Idv: «A offendere la verità e il popolo italiano non sono l'arte nè l'informazione, ma un Ministro che invece di comportarsi come tale, onorando gli impegni istituzionali a cui è chiamato per via del ruolo che riveste, preferisce recitare la parte del fedele servitore del premier».
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