ROMA Si è trasformato in un battibecco, il dialogo fra Mauro Moretti (l'amministratore delegato di Trenitalia) e Roberto Colaninno (il presidente di Alitalia), intervenuti ad un dibattito sulle infrastrutture a Piacenza, nell'ambito del forum sull'energia. La scintilla è partita dalla tratta Roma-Milano, a dimostrazione, se servisse ancora, del fatto che la concorrenza treno-aereo è ormai una realtà.
«L'alta velocità e il trasporto dei pendolari - ha detto Moretti - sono due cose completamente diverse. L'alta velocità vive da sola con il mercato, in rapporto ai concorrenti: infatti, grazie a noi, Alitalia è migliorata».
«Se la tratta ferroviaria Roma Milano funziona - ha replicato Colaninno - noi siamo contenti: noi ci stiamo finché ci conviene e finché ci saranno dei clienti che preferiranno l'aereo. Ma non c'è solo la Milano-Roma. Io - ha ipotizzato provocatoriamente - introdurrei una tassa per chi abita a Roma o a Milano. Chi abita a Torino non può andare e tornare in giornata da Roma e sulla Mantova-Verona, due città sempre più interconnesse, ci si impiega di più oggi rispetto a quando Radetzky fece la ferrovia. Le abitudini e i bisogni delle ferrovie vanno rispettate. Dal punto di vista del trasporto merci sarebbe bello che aumentasse la quota del trasporto su ferro, ma quali sono i tempi che le ferrovie garantiscono agli imprenditori?».
Su questo tema, Moretti ha ricordato che in Germania il costo dell'autotrasporto è più alto, anche perché in Italia «ci sono il 60% degli autisti stranieri che lavorano 16-18 ore al giorno con conseguenze dirette sulla sicurezza. È una questione culturale: per costruire le stazioni si pagano fior di oneri di urbanizzazione, i caselli autostradali sono considerati parte dell'infrastruttura e non li pagano. Sul tema dei pendolari poi, dobbiamo precisare che in Italia lo Stato spende meno soldi rispetto alla Germania. Le compagnie aeree, con la continuità territoriale con la Sardegna hanno molti più sussidi di quelli che prendono le ferrovie».