«Cedo il terreno per fare la strada». La difesa dei politici dopo l'esposto firmato dai cittadini
MONTESILVANO. «Se la strada nata accanto al tracciato della filovia termina sotto casa mia, a trenta metri da via Puglia, è soltanto una coincidenza che non dipende da me anche perché sono consigliere provinciale da meno di un anno». Lo afferma Lino Ruggero di Rialzati Abruzzo dopo le proteste dei residenti di via Marche, beffati perché la complanare finisce in un vicolo cieco.
La strada in costruzione accanto al percorso della filovia parte da via Marinelli, attraversa via Puglia e si ferma sotto casa del consigliere provinciale di Rialzati Abruzzo Lino Ruggero. I residenti di via Marche hanno chiesto, dal 9 ottobre 2009, la «continuazione verso viale Abruzzo della bretella». Ma alla richiesta dei cittadini, rappresentati da Claudio Dei Rocini, il Comune non ha risposto. Il silenzio del Comune ha spianato la strada a un esposto in procura.
«Ma io sono pronto a cedere parte del mio terreno per consentire di proseguire la strada», spiega il consigliere Ruggero, «purtroppo, ci sono altri residenti che non sono disposti a rinunciare a parte della loro proprietà per il bene comune. Io ho già annunciato la mia volontà di cedere almeno mezzo metro di terreno e tirare indietro il recinto per consentire ai vicini di avere diritto alla complanare ma non tutti la pensano così. È evidente che non si può spostare il percorso della filovia per fare una strada adiacente. Con queste premesse», spiega il consigliere, «sono sconcertato dalle critiche dei residenti».
Anche il sindaco Pasquale Cordoma si schiera dalla parte del consigliere Ruggero: «Non può esserci una caccia alle streghe ogni volta che c'è di mezzo un politico. Che la complanare finisca sotto casa di Ruggero è solo questione di fortuna, un caso. Questo è chiaro», dice Cordoma, «visto che il progetto non è di competenza del Comune o della Provincia di Pescara ma della Gtm. Comunque, il Comune è pronto a farsi carico di prolungare la complanare ma per farlo», spiega il sindaco, «è necessario che i residenti cedano i terreni. A queste condizioni, la complanare si può allungare: il percorso della filovia non può curvare per fare un piacere ai residenti».
Sull'esposto dei cittadini in procura, Cordoma afferma: «Non tocca a me essere preoccupato ma la moda di ricorrere alla procura anche per i cavilli è sbagliata, così si rallenta l'attività della magistratura».
Domani alle 11 ci sarà un incontro in municipio tra i cittadini, il sindaco Cordoma e una delegazione della Gtm: «Parteciperò anche io», assicura il consigliere Ruggero, «per ribadire che con il progetto non c'entro niente».