Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 09/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Gli ultimi sfollati negli hotel della costa: rabbia

È difficile avere per la propria privacy in una stanza d'albergo, unico spazio dove poter vivere da soli, mentre gli altri spazi sono da dividere con gli altri sfollati. Colazione e tutti i pasti ancora insieme, con la convivenza che diventa sempre più difficile. Il nervosismo che cresceva nelle tendopoli cittadine, per il fatto di vivere in collettività, sta "emigrando" negli hotel, con l'aggravante che gli sfollati hanno già in corpo la rabbia di non sapere quando potranno ridiventare "aquilani".
A rendere incadescente la situazione sono anche le battute ironiche di chi all'Aquila crede che lo sfollato sulla costa faccia la "bella vita". Forse può essere così nel periodo estivo, ma non certo durante l'inverno. «Ancora in villeggiatura al mare...», si sentono dire. Senza contare le battute su chi ha avuto la fortuna di vedersi assegnato un alloggio dalla protezione civile.
Nell'ultimo week-end una famiglia è tornata sulla costa per salutare le persone con cui ha diviso i giorni difficili lontano dal capoluogo, oltre che i proprietari dell'albergo dove è stata ospitata. «Ancora qui? Dài, tornate all'Aquila». Un'altra frustazione per chi ha la propria abitazione nella categoria E o che deve fare i conti con la lunga burocrazia e l'inefficenza di alcuni amministratori di condominio per quanto riguarda la ristrutturazione delle abitazioni catologate B.
Insomma, la socialità pare abbia fatto il suo tempo: ciascuno sfollato guarda sospettoso l'altro, se solo sospetta che con qualche escamotage possa rubargli la possibilità di tornare all'Aquila prima di lui.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it