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Pescara, 24/04/2026
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Data: 09/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Catone: con Mascia non parlo più. Il deputato e i consiglieri ribelli rompono con la maggioranza «Il sindaco non ha azzerato la giunta e noi non andiamo all'incontro»

PESCARA. La rottura tra i catoniani e il Pdl appare sempre più insanabile. Ieri, il deputato Giampiero Catone ha chiamato a raccolta i giornalisti per ribadire le critiche alla maggioranza e, in particolare, al sindaco Luigi Albore Mascia. Poi, ha confermato che i suoi consiglieri del gruppo Democrazia per l'autonomia diserteranno l'incontro, convocato per domani dal primo cittadino per cercare di riaprire un dialogo con i consiglieri ribelli. Il parlamentare ha rinnovato le sue condizioni per tornare a parlare con gli esponenti del Popolo della libertà. «Chiedo al sindaco di azzerare la giunta e di convocare un tavolo politico per favorire il confronto», ha detto il deputato. A fianco a lui c'erano i presidenti delle due commissioni grandi infrastrutture e ambiente Adele Caroli e Nico Lerri, il capogruppo Livio Marinucci e il responsabile locale del movimento Rocco Leonelli.
«Quello che è accaduto negli ultimi mesi è incredibile», ha osservato Lerri, «il Pdl è diventato il popolo della dittatura. Resteremo nella maggioranza, ma decideremo di volta in volta se votare o meno i provvedimenti proposti in aula. Siamo stati dipinti come traditori, ma non siamo stati di certo noi a non rispettare i patti».
La Caroli è quindi tornata sulla sua vicenda personale rivelando un retroscena. «Mesi fa», ha fatto presente, «avevamo chiesto l'assessorato che mi spettava di diritto, ma il sindaco stravolse lo statuto impedendo la mia nomina. Al momento del voto sul bilancio, la maggioranza è venuta da me per offrirmi un posto in giunta». «Il bilancio», ha aggiunto Catone, «è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E' stato approvato un emendamento che prevede 450mila euro per un circolo bocciofilo e solo 100mila euro per il sociale». Al termine, il deputato ha parlato della presunta ambizione di Mascia di volersi candidare in futuro in Parlamento. «In Abruzzo in tanti ambiscono a un posto a Roma, ma molti di questi dovranno desistere perché i posti sono pochi», ha concluso, «mi auguro che il mio amico Sabatino Aracu venga ricandidato».

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