Sul fronte delle indagini sarebbero stati identificati due degli autori del raid contro le due ruote pubbliche
«Questa è la risposta migliore che la città potesse dare contro i vandali». Il sindaco Maurizio Brucchi si è emozionato di fronte alle duemila presenze che hanno letteralmente invaso il centro storico della città per partecipare, su due ruote, alla domenica ecologica e alle manifestazioni "Biciamoci in città" e "Bimbinbici". Brucchi, al megafono, ha spiegato che per lui il successo dell'iniziativa ha un doppio significato: di adesione dei teramani al progetto della "città del pedone e della bicicletta" e di condanna unanime degli atti vandalici contro le city bike. A colorare il lungo serpentone di biciclette, la presenza di tantissime famiglie, di associazioni sportive e gruppi organizzati dalle palestre, ma anche di giovani che hanno voluto godersi una domenica di sole riscoprendo le bellezze del centro storico, completamente libero dalle auto e dallo smog. Tanti anche i volti noti, che hanno preso parte all'iniziativa, come l'assessore regionale Mauro Di Dalmazio, il Questore Amalia Di Ruocco, il Prefetto Eugenio Soldà e gli assessori e consiglieri comunali. In prima fila l'assessore agli Eventi Guido Campana, ideatore e promotore dell'iniziativa, che ha anche pensato di esporre in piazza alcune parti delle bici distrutte dai vandali con la scritta "imbicilli". Un modo ironico e allo stesso tempo incisivo per esprimere il disappunto verso un atto di grande inciviltà. «Noi andremo avanti su questa strada, grazie del vostro appoggio», ha concluso il sindaco Brucchi al megafono, rivolgendosi ai cittadini intervenuti. Il progetto del bike sharing infatti entrerà nel vivo oggi, saranno 24 le biciclette a disposizione dei cittadini nelle stazioni, collocate nei punti strategici della città. Per usufruire dei mezzi basterà recarsi allo sportello Urp del Comune e noleggiare l'apposita chiavetta.
Intanto, sul fronte delle indagini, le immagini delle telecamere di banche e altri istituti, assieme alle testimonianze di alcuni cittadini che stavolta non hanno esitato a mettere a disposizione la propria collaborazione, si stanno rivelando molto utili per arrivare all'identificazione dei vandali che nella notte su sabato hanno distrutto due stazioni comunali di bike-sharing. L'onda popolare di condanna è stata ampia e trasversale. Forse stavolta gli autori avranno un nome e un cognome. Anzi, due lo hanno già perchè da indiscrezioni sembrerebbe che gli investigatori abbiano già identificato qualcuno. Si cercano però anche altri, perchè il gruppetto di vandali era nutrito.