Un grande striscione bianco con scritto "Guzzanti vergogna" e un gruppo tematico su Facebook dal titolo "Io sto contro Draquila" che conta già centinaia di iscritti. Così ieri all'Aquila i sostenitori di Bertolaso, hanno scelto di contestare il film documentario sul post-terremoto di Sabina Guzzanti, affermando pubblicamente di «non riconoscersi» affatto nel montaggio. «Dov'era la Guzzanti il 6 aprile? - ha commentato Piero Peretti dell'Ugl, uno dei partecipanti - cosa ne sa di cosa si prova quando in pochi secondi non hai più niente? Dov'era, quando a poche ore dalla morte già c'era qualcuno che ti dava assistenza, ti dava coperte, acqua, cibo, medicine, mentre si scavava sotto le macerie nella speranza di trovare ancora qualcuno in vita. Questa signora dovrebbe vergognarsi». Il pericolo, secondo i più, è che la tragedia dell'Aquila venga strumentalizzata ulteriormente. «Hanno usato la nostra gente - ha aggiunto Marilena Giuliante - per colpire la Protezione civile e tutte le eccellenze del nostro Stato». In molti, se la prendono anche con il video realizzato dalla Guzzanti per Annozero: «si tratta di puro sciacallaggio sul disastro del 6 aprile, del resto - ha concluso Francesco Resti - anche nel film, con un montaggio accurato si può far dire a chiunque qualsiasi cosa per colpire questo o quell'obiettivo».
Sulla decisione del Ministro Sandro Bondi di non partecipare a Cannes per protesta, il segretario generale della Uil Beni e Attività Culturali, Gianfranco Cerasoli. dice che «sbaglia clamorosamente. "Draquila" è un film da vedere per conoscere anche l'altra verità. Con la presa di posizione del Ministro, l'Italia fa una figura che non merita in campo internazionale». Per Cerasoli «è incredibile che un rappresentante del Governo arrivi a cadere così in basso rispetto a un film che non rappresenta la verità, ma un'altra verità, che tutti vogliono conoscere». «Mi è capitato di affermare più volte - aggiunge - che il film non ha niente a che vedere con i meriti che ha la Protezione Civile per ciò che ha fatto all'Aquila. Ma allo stesso tempo nessuno può pensare che il sistema possa essere immune da critiche e da valutazioni».
«Chi è Bondi, la maschera di questo cinema?»: è l'unico riferimento di Sabina Guzzanti, sabato sera al cinema Flora di Firenze, alla polemica innescata dall'annuncio del ministro Bondi, di declinare l'invito al più importante Festival cinematografico del mondo. La prima del film a Firenze ha visto il tutto esaurito e un lungo applauso alla fine, prima del dibattito a cui la Guzzanti ha partecipato. Da parte del pubblico, grande attenzione nei momenti salienti del film, risate di fronte alle gaffe del premier Silvio Berlusconi, malumori per gli elogi nei suoi confronti da parte di alcuni sfollati intervistati dalla Guzzanti. «Ho provato grande rispetto e comprensione per queste persone - ha spiegato - sono le ultime che possiamo accusare di qualcosa, perché non hanno gli strumenti per giudicare, non hanno l'informazione. La responsabilità è della classe borghese e intellettuale, non della classe bassa, che fa un discorso di sopravvivenza. Quello - ha detto, riferendosi a Berlusconi - gli dà la casa, e non è che se va alla tenda del Pd qualcuno lo difende». Infine il film ha riscosso successo anche nei cinema abruzzesi. All'Arca di Spoltore la sala sabato sera era quasi piena e alla fine è partito anche l'applauso.