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Data: 10/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Mille voli cancellati, e non è finita. Pesante bilancio in Europa. In Italia cieli riaperti nel pomeriggio

La nube di cenere potrebbe creare problemi anche nei prossimi giorni dalla Spagna fino alla Dalmazia

ROMA. L'eruzione del vulcano Eyjafjoll nel sud dell'Islanda ha costretto a terra anche ieri migliaia di passeggeri in mezza Europa, con diverse centinaia di voli cancellati in Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Austria, Germania, Croazia. Nel complesso, gli esperti di Eurocontrol stimano una flessione del 4% rispetto al traffico aereo normale, pari a circa 1.000 voli cancellati, ma il bilancio finale potrebbe essere più grave. Gli esperti hanno verificato una «lenta diminuzione» dell'attività vulcanica, non tale però da consentire previsioni certe sugli sviluppi dell'eruzione. La cenere incombe anche sulle rotte intercontinentali, causando numerosi ritardi perchè i piloti sono costretti a cambiare direzione per aggirare la nube.
Dopo il blocco di ieri mattina, in Italia la situazione è migliorata e il traffico aereo sul centro-nord è ripreso alle 14: a Malpensa sono stati cancellati 194 voli, 85 a Linate, 103 a Fiumicino, 27 a Catania e decine di altri negli altri scali. Migliaia i passeggeri rimasti a terra, in attesa del via libera dell'Enac. In Austria, le autorità hanno interdetto parzialmente lo spazio aereo, chiudendo in fasce orarie diverse i principali aeroporti del Paese, quello di Vienna fino a oggi alle 5 del mattino. La misura ha scatenato le ire dell'ex pilota di Formula 1 Niki Lauda, proprietario della compagnia flyNiki: «Se ci fosse un pericolo capirei. Ma non c'é, si gioca con la paura della gente - ha detto Lauda -. Nessuno ha effettuato rilevamenti, si dice solo che il vulcano sta eruttando. Niente più».
In Germania, chiusi tre aeroporti in Baviera, Monaco e i regionali di Memmingen e Augusta, e quello di Stoccarda a causa della «forte contaminazione dell'aria causata dalla cenere vulcanica». Disagi anche a Francoforte, dove sono stati annullati una trentina di voli. In Portogallo, a metà mattinata, erano stati soppressi 223 voli. Chiuso lo scalo di Porto, riaprirà oggi alle 8. In Gran Bretagna, i cieli della Scozia sono rimasti off-limits anche ieri, sei gli aeroporti chiusi, e gli esperti del Met Office, citati dalla Bbc, prevedono ulteriori problemi nei prossimi giorni, quando la nube potrebbe costringere a nuove chiusure dello spazio aereo di tutto il Paese. In Spagna, dove è stato riaperto l'aeroporto di Barcellona, fermo da ieri, le autorità hanno registrato un cambiamento delle condizioni atmosferiche che ha causato la chiusura di sette scali: Asturias, Santander, Bilbao, Salamanca, Valladolid, Leon e Burgos. Problemi anche in Croazia, con traffico aereo parzialmente interdetto e due aeroporti chiusi, quelli di Spalato e Zara, sulla costa adriatica, nella parte centrale del Paese. Disagi contenuti in Francia, con 30 voli cancellati a Parigi ed altri 20 a Nizza, ma nessuna interdizione. L'eruzione è diminuità di intensità rispetto agli scorsi giorni, ha stimato l'istituto meteo islandese che monitora il vulcano, così come la quantità di cenere emessa. Ridotte anche le micro-particelle della nube. Ma gli elementi non bastano per annunciare la fine dell'emergenza: «L'attività del vulcano è vivace e potrebbe tornare ad accentuarsi. La nube, grigio-grigio chiara, si eleva per 4-5 km in altitudine con picchi di 6 km e si dirige verso sudest mentre i venti a bassa quota soffiano verso est», recita l'ultimo bollettino da Reykjavik.

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