I 27 ministri economici della Ue trovano l'accordo per garantire la stabilità dell'euro. 500 miliardi dall'Europa, circa 100 dal Fmi. Spagna e Portogallo dovranno inasprire le politiche di bilancio. I freni della Germania. La Gran Bretagna si tira fuori
I 27 ministri economici dell'Unione europea hanno approvato un piano di aiuti per i paesi della zona euro in difficoltà che ammonta a 600 miliardi di euro, dei quali 500 saranno stanziati dalla Ue e circa 100 dal Fondo monetario internazionale. La decisione, presa dopo una maratona a Bruxelles di oltre 10 ore, intende scongiurare attacchi speculativi alla moneta come quelli avvenuti pochi giorni fa, e garantire la stabilità dell'euro.
L'accordo - riferisce l'agenzia Ansa - prevede che 60 miliardi saranno messi a disposizione dalla Commissione Ue, 440 dagli Stati membri, e 100 miliardi di euro di linee di credito messe a disposizione - se necessario - dal Fmi.
Il vertice è stato drammatizzato dalla defezione del ministro dell'Economia tedesco, Wolfgang Schauble, ricoverato in ospedale per un malore. Proprio la Germania ha frenato sull'idea del meccanismo europeo, respingendo la proposta di garanzie "illimitate" avanzata dalla Commissione e insistendo per coinvolgere il Fmi. La Gran Bretagna, da parte sua, si è tirata fuori da un'ipotesi di fondo salva paesi dell'area euro.
I 27 stati membri chiederanno a Spagna e Portogallo di rendere più aspre le politiche di bilancio, così da poter accedere al meccanismo.
In un passaggio della dichiarazione finale si sottolinea inoltre l'impegno a lavorare sull'introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie, misura che coinvolgerebbe il mondo della finanza nello sforzo contro la crisi.