AVEZZANO - Ha scatenato un putiferio la presa di posizione dell'amministratore delegato delle Ferrovie dello stato Mauro Moretti a Piacenza al forum sull'energia in un dibattito dedicato alle infrastrutture riportata sul Messaggero di sabato sull'inutilità della ferrovia Pescara- Roma. Hanno protestato tutti ma principalmente c'è la rivolta di pendolari, sindacalisti, lavoratori della Marsica e della Valle Peligna, di tutti quelli cioè, che debbono prendere il treno per andare a lavorare a Roma o a Pescara. «Mi auguro, in linea con quanto ha sostenuto l'assessore regionale ai Trasporti dell'Abruzzo, Morra, che l'amministratore delegato delle Fs, Moretti, rifletta sul futuro della tratta ferroviaria Pescara-Roma che, congiungendo l'Adriatico al Tirreno, interessa i principali Comuni abruzzesi quali Sulmona e Avezzano - è Paola Pelino, Pdl, parlamentare abruzzese che scrive - sarebbe un enorme errore sopprimere la tratta che, anzi, va potenziata, accorciando i tempi di percorrenza per i pendolari che sono sempre di più e si muovono sia nella Regione sia per dirigersi verso Roma. Vanno anche considerati gli inconvenienti di ritardo legati al traffico cittadino per chi deve andare a Roma con puntualità e rischia di essere costretto ad affrontare lunghe code e pause forzate. Quindi, ci aspettiamo risposte concrete per contribuire a rendere più efficiente il sistema dei trasporti in Abruzzo, Regione che occupa in Italia un posto strategico dal punto di vista geografico e non solo». Inutile ricordare che lo stesso assessore regionale Giandomenico Morra aveva strapazzato Moretti in una lunga dichiarazione rilasciata ieri al Messaggero. E intanto Daniele Luciani, pendolare e rappresentante dei pendolari marsicani scrive: «Ma come fa un responsabile di un servizio pubblico come la linea ferroviaria a dire che la ferrovia non serve, per noi cittadini abruzzesi che onestamente paghiamo le tasse, al contrario di altri, è veramente un colpo mortale, assestato da "un tizio" che noi paghiamo profumatamente. I nostri antenati che hanno lasciato la propria vita lungo la strada ferrata, vecchia di oltre cent'anni, e grazie a Moretti li dimostra tutti, si staranno rivoltando nella tomba, loro sì che hanno sputato sangue per un futuro migliore, il nostro, sperando che il treno potesse portare giovamento a tutta la popolazione abruzzese, incentivando sia la vita pubblica, sociale e turistica ed in particolar modo dopo il terremoto Dio solo sa quanto sia importante. Invece "questo tizio" si permette di sproloquiare in questo modo. Ma tanto è facile prendersela con i più deboli, prima ci ha pensato il governo togliendoci (dopo averceli dati) i famosi 168 milioni per la ristrutturazione, ora ci pensa "questo tizio" come se a noi pendolari ci stessero regalando qualcosa, come se non fosse un nostro diritto ambire ad avere una linea ferroviaria sicura ed efficiente. Naturalmente in tutto questo bailamme i nostri politici zitti, tutti zitti (ovviamente Luciani non poteva sapere che la Pelino e Morra già oggi erano intervenuti contro Moretti ndr) ce ne fosse uno, bianco, rosso o verde che sia, che prenda una posizione nitida e chiara». E A.F. sindacalista Cgil in pensione scrive un lungo intervento: di esso significative tre righe: «Se non ricordo male Moretti viene dalla Cgil: povero me, è giunto il momento che io non compaia più sulla scena poltica e sociale di questo paese. Per la vergogna non metterò più piede in Abruzzo dove sono nato e dove torno in estate»