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Pescara, 24/04/2026
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Data: 11/05/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Atm, raddoppiate le donne alla guida di tram e bus. Le conducenti hanno raggiunto quota 103. In tutto le dipendenti dell'azienda sono 654

«Frenare con dolcezza» è la qualità (alla guida) di Valentina: «I passeggeri mi fanno spesso i complimenti, le mie fermate non sono mai ruvide». Viviana saluta tutti, sorridendo, e quei tutti «rispondono con cortesia, sono sempre gentili con me». Valentina Messere e Viviana Orlandi sono due signore nella cabina di comando: manetta al femminile, autiste, tranviere, macchiniste del metrò. Due di 103, mai così tante: le donne al volante, in Atm, sono raddoppiate negli ultimi dieci anni. E non è un caso che l'ultima campagna pubblicitaria dell'azienda abbia fotografato anche il volto rosa del trasporto pubblico, quello della giovane e bella Valentina Tirinato: «Il mio ufficio è moderno, confortevole ed ecologico - si leggeva sui manifesti -. È un tram, e io lo guido». Perché? I passeggeri, sostengono le indagini interne, «si fidano e apprezzano». Non è sempre stato così. Le donne furono messe in carrozza per necessità, perché nelle strade c'era penuria d'uomini, era il 1915: quando i manetta furono chiamati soldati, toccò alle mogli sostituirli sui bus e sui tram, fu compito loro guidare la città nella storia. Fu il finimondo, la Prima Guerra, e a Milano segnò anche una rivoluzione del costume. Le donne, da allora, non sono più scese: «Da quasi un secolo - osservano in Atm - i tram di Milano sono anche un simbolo delle pari opportunità». E le opportunità, ultimamente, aumentano. È statistico. Nel 2000, in Atm, figuravano 43 donne nel «personale viaggiante». Oggi, dieci anni dopo, si contano 98 conducenti di bus e tram e 5 macchiniste del metrò (le dipendenti, dalle manager alle responsabili della manutenzione, fino alle maestre nei nidi aziendali, sono 654 su un totale di 9.056). Indossavano il berretto a visiera e il camicione grigio, le prime signore dei tram. Oggi lavorano disinvoltamente in giacca, cravatta, gonna al ginocchio e tacchi ai piedi. Viviana Orlandi dice che «non esistono lavori da uomini o da donne, basta essere portati». E saper portare: è il suo caso, quello di Valentina e di oltre cento donne che fanno muovere Milano.

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