LA POLEMICA Lancio di accuse durante la riunione in municipio per la strada che termina sotto casa di Ruggero
MONTESILVANO. «Il privilegio della strada sotto casa? Sarà per tutti o per nessuno». Ha scatenato la protesta dei residenti di via Marche la strada in costruzione che, accanto al tracciato della filovia, finisce sotto casa del consigliere provinciale di Rialzati Abruzzo Lino Ruggero. Tagliati fuori dalla strada che, da via Puglia, prosegue soltanto per trenta metri, ieri, i residenti, rappresentati da Claudio Dei Rocini, si sono riuniti in municipio per scaricare sul sindaco Pasquale Cordoma e sul vicepresidente della Gtm Giacomo Marinucci i dubbi sui lavori in corso.
Dopo l'esposto dei cittadini in procura per chiedere di «effettuare indagini tendenti ad accertare la legittimità dei lavori e dell'intero operato del Comune di Montesilvano», l'incontro si è concluso in una ridda di accuse: bersaglio di un gruppo di residenti, il consigliere Ruggero.
Tre i dati certi esaminati: la strada di accesso, chiamata complanare, può essere prolungata da via Puglia verso viale Abruzzo soltanto con le cessioni bonarie dei terreni da parte dei residenti; se i residenti non rinunceranno a parte delle loro proprietà, la strada tornerà indietro e si fermerà all'incrocio con via Puglia senza raggiungere più la casa del consigliere Ruggero; in questo caso, sarà abbattuto anche il muro che delimita il tracciato della filovia con il marciapiedi.
«Lungo la strada parco i confini sono da ristabilire perché anche le aree pubbliche sono recintate dai privati», ha premesso Cordoma, «in questi casi, i limiti della proprietà sono abusivi. La complanare? Per farla, sono necessarie misure appropriate: ecco perché i cittadini devono cedere i terreni bonariamente. Senza cessioni gratuite non si può intervenire», ha detto il sindaco, «il Comune non può espropriare i terreni». Sulla stessa lunghezza d'onda di Cordoma, anche il consigliere Ruggero finito nel ciclone perché la complanare parte da via Marinelli, attraversa via Puglia e si ferma davanti al cancello di casa sua. «Una coincidenza», secondo Ruggero, consigliere da meno di un anno mentre il progetto della filovia risale al 2000, che però ha provocato la protesta dei residenti di via Marche, rimasti beffati perché la strada d'accesso accanto al tracciato finisce in un vicolo cieco. «La proposta di cedere i terreni bonariamente», ha spiegato Ruggero, «è intelligente. È evidente che non si può spostare il tracciato della filovia per garantire un accesso ai residenti senza misure opportune».
I residenti di via Marche sono stati messi di fronte a un bivio: cedere i terreni e accettare la proposta di Cordoma e Ruggero rilanciata ieri anche dalla Gtm oppure proseguire a oltranza il braccio di ferro cominciato con la presentazione dell'esposto. «Convocherò un'altra riunione per ascoltare i residenti e controllare la fattibilità della complanare, misurando lo spazio disponibile», ha annunciato Cordoma.
Un altro problema sollevato è stato la realizzazione di un muro di contenimento che, per i residenti, «impedirà alle acque piovane di scorrere liberamente rischiando il ripetersi di numerosi episodi di allagamento». «La Gtm», ha risposto Cordoma, «realizzerà un sistema di regimentazione delle acque piovane con pompe di sollevamento».