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Data: 11/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Brucchi: raddoppio le bici. «Ma la centralina anti-smog è un vero bluff»

Inchiesta sui danneggiamenti: sentiti i testimoni ma slitta la denuncia dei due colpevoli. Saranno riprese con telecamere anti-vandali

TERAMO. Bici danneggiate: continuano a ritmo serrato le indagini per identificare e denunciare i responsabili degli atti vandalici avvenuti nella notte fra venerdì e sabato. Ieri la Digos ha di nuovo sentito i testimoni e ha rimesso un primo rapporto alla magistratura.
Probabilmente solo fra qualche giorno si arriverà alla denuncia dei due giovani che i testimoni hanno visto danneggiare prima le biciclette condivise parcheggiate nella rastrelliera sotto al municipio e poi quelle in piazza San Francesco, poco dopo le 2 di notte. Alcuni testimoni, peraltro, raccontano che sembravano ubriachi.
Intanto il sindaco Maurizio Brucchi ha annunciato che ieri il Comune ha presentato denuncia contro ignoti. I tecnici della ditta di Ravenna che ha fornito le bici le hanno riparate: le spese saranno pagate da chi le ha danneggiate. E sempre ieri la giunta ha deliberato che saranno montate delle telecamere che terranno sotto controllo costantemente le sei rastrelliere sparse in città.
Il Comune peraltro si appresta a potenziare il numero delle stazioni. Infatti il sindaco prevede di raddoppiare le bici parcheggiate davanti alla stazione ferroviaria e di sistemare due nuove stazioni in viale Bovio e viale Crucioli, zone da cui sono arrivate sollecitazioni al Comune. Per questo il Comune si appresta a fare un secondo bando di gara.
Il cosidetto «bike sharing» ha subito conquistato i teramani. Ieri in meno di due ore sono giunte all'Urp del Comune circa 40 richieste di chiavette e all'ufficio protocollo altre 10. «Per questo», si legge in una nota del Comune, «l'ufficio ambiente ha fatto già domanda per altre 125 chiavi, indispensabili per l'utilizzo delle biciclette di proprietà comunale». Intanto diversi Comuni italiani hanno contattato l'amministrazione per avere informazioni sul bando e sulle modalità di attuazione dell'iniziativa. Il sindaco annuncia che il progetto di bici condivise avrà una seconda fase. «Con il finanziamento ministeriale di 160mila euro», spiega Brucchi, «acquisteremo bici a pedalata assistita modificheremo parzialmente anche il sistema di utilizzo delle bici. Ora chi le prende deve riportarle nella stessa rastrelliera, in una seconda fase le bici si potranno liberamente lasciare in tutte le stazioni, ci saranno poi degli addetti, probabilmente daremo l'incarico alla Team, che le suddivideranno si nuovo nelle varie rastrelliere». In questo modo il servizio sarà ancor più utile a chi vorrà usare la bici come alternativa all'auto, magari in integrazione al treno o all'autobus.

«Ma la centralina anti-smog è un vero bluff»
Robin Hood incalza il sindaco ecologista: solo una, nascosta nei giardini

TERAMO. Il bike-sharing (bici condivise) è l'argomento del giorno in città, ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. A farla emergere è Pasquale Di Ferdinando, presidente dell'associazione Robin Hood, che punta il dito sulla mancanza di un progetto di mobilità sostenibile a Teramo. «Mi complimento con il sindaco Maurizio Brucchi per l'iniziativa delle biciclette, ma voglio ricordargli», dice Di Ferdinando, «che la riduzione del 20 per cento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, così come è stabilito dall'accordo di Bruxelles, va conquistato su tutto il territorio comunale e non solo in centro storico grazie all'uso delle due ruote».
Durante la conferenza stampa tenuta ieri nella sede dell'associazione, Pasquale Di Ferdinando ha criticato la politica urbanistica della città, sempre più a stretto contatto con i project financing che ne determinano le scelte.
«Dalle politiche strampalate del PalaScapriano, costruito in una zona di difficile raggiungimento e con pochi parcheggi», fa notare il presidente di Robin Hood, «all'accentramento dell'accesso a Teramo su via Po, si è passati alla gestione del territorio da parte dei privati attraverso uno strumento moderno, concepito per migliorare la città ma diventato elemento caratterizzante della sua struttura».
In particolare Di Ferdinando si riferisce allo sviluppo della cosiddetta "Teramo Alta", la zona periferica dove sorgerà il complesso immobiliare Villa Romita, che «in barba alle norme di tutela dei profili ha distrutto per sempre la collina alle porte della città».
Sulla questione smog, infine, il presidente dell'associazione evidenzia che «aver posizionato la centralina per il rilevamento dell'inquinamento in viale Crispi, a ridosso della scuola elementare Noè Lucidi, su una strada larga nelle vicinanze di un parco verde e di una siepe, la dice lunga sull'effettiva volontà di rilevare l'inquinamento. Se invece fosse posizionata in via Po o viale Crucioli», incalza Di Ferdinando, «porterebbe alla chiusura della viabilità ordinaria».

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