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Pescara, 23/05/2022
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Data: 12/05/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Sangritana, un dirigente a chilometro. È durissimo l'attacco sferrato dalla Filt-Cgil ai vertici della società di trasporti (Guarda il video)

Il sindacato grida allo scandalo sui costi per la gestione della tratta ferroviaria Lanciano-San Vito: «Non è giustificabile»

LANCIANO Ben 8 dirigenti per appena 9 chilometri di linea ferroviaria in esercizio, quella tra Lanciano e San Vito Marina: la ex Gestione Governativa per 102 chilometri ne contava appena 4, oltre ad un commissario. E' durissimo l'attacco sferrato dalla Filt Cgil ai vertici della Sangritana, che contestano il nuovo organigramma aziendale presentato dal consiglio di amministrazione e votato solo da 2 consiglieri su 3. Una struttura composta da un direttore generale e dal suo vice, dal direttore investimenti, dal direttore esercizio ferroviario, dirigente al movimento settore gomma, dirigente del personale, dirigente amministrativo, dirigente pianificazione servizi commerciali. "Un modello - sottolinea Sabatino Salviani, segretario generale della Filt per la provincia di Chieti - che non trova giustificazione, anche perché i servizi aziendali sono diminuiti. Con questa organizzazione il costo di gestione del solo vertice aziendale vedrà un incremento rilevante rispetto al passato, senza considerare il fatto che l'organigramma comporterà inevitabilmente anche un aumento del numero dei quadri aziendali". Il sindacato critica aspramente alcune azioni portate avanti dal consiglio di amministrazione, a partire dalla promozione del "Treno della Valle" alla Bit di Milano, senza però più avere il tracciato ferroviario su cui un tempo viaggiava il convoglio, che negli anni è stato smantellato in più punti. "C'è poi il nodo delle infrastrutture - continua Salviani - le linee Ortona-Caldari e Lanciano-Archi non potranno riaprire senza grossi investimenti. Nella tratta Archi-Colledimezzo ci sono problemi strutturali sul tracciato, servono interventi sul raccordo Pilkington per garantire la sicurezza di esercizio, non sono ancora stati risolti i problemi per l'omologazione dei convogli Orsetto e per l'adeguamento tecnologico dei mezzi ferroviari diesel. E c'è poi il progetto per la riunificazione delle stazioni a Castel di Sangro, senza però la possibilità di raggiungere in treno la città, perché il Val di Sangro la linea è di fatto attualmente smantellata". Questioni che per la Filt andrebbero risolte al più presto e meriterebbero forse più attenzione rispetto alla riorganizzazione della struttura dirigenziale della Sangritana, "che è vero - puntualizza ancora Salviani - dispone di ingenti risorse economiche, ma che vanno investite sull'ammodernamento delle infrastrutture e sulla valorizzazione del personale".

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