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Pescara, 24/04/2026
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Data: 12/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
I salari italiani tra i più bassi della Ue. Siamo al 23º posto fra i 30 Paesi Ocse. Il nostro cuneo fiscale (46,5%) 10 punti sopra la media

ROMA. Malpagati e tartassati. I lavoratori italiani ricevono buste paga tra le più «leggere» del mondo industrializzato e con una delle più alte pressioni fiscali. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico certifica che i salari italiani sono più bassi del 16% dell'area Ocse - al 23esimo posto su 30 - mentre il peso delle tasse e dei contributi sulle buste paga è attestato al 46%, al sesto posto.
Per il Fondo monetario internazionale l'Italia emergerà dalla recessione «più lentamente» rispetto ad altri Paesi. La previsione del Fmi inchioda l'Italia a ipotesi di crescita decisamente più bassi rispetto ad altri Paesi: nel 2011 il Pil salirà dell'1,2% contro l'1,8% di quello francese e l'1,7% di quello tedesco. L'Italia arranca in un quadro europeo non brillante, definito «moderato e incerto», con un andamento dell'economia «debole se comparato alla ripresa in atto in altre parti del mondo». La promozione arriva per il deficit. Il rapporto deficit pil è indicato al 5,2% mentre a Eurolandia risulterà pari al 6,8%.
L'economia reale ristagna come conferma il dato dell'Ocse sui salari, spingendo verso il basso l'Italia. La busta paga netta media di un lavoratore senza carichi di famiglia è di 22.027 dollari, al 23esimo posto dell'area Ocse (meglio di noi Grecia, Irlanda e Spagna; peggio di noi solo 7 paesi tra cui Portogallo, Turchia, Polonia e Messico). Stessa posizione di classifica anche per il salario medio di un lavoratore italiano con coniuge e due figli a carico. La situazione si inverte se ci si riferisce al cuneo fiscale (la differenza tra quanto resta al lavoratore e quanto viene effettivamente sborsato dal datore dei lavoro). In Italia raggiunge il 46,5%, dieci punti sopra la media dei paesi più industrializzati, al sesto posto dietro Belgio, Ungheria, Germania, Francia e Austria. Secondo l'Ocse in Italia hanno un impatto rilevante sulla differenza tra salario lordo e netto anche i pagamenti obbligatori non fiscali rappresentati dal Tfr, che aumentano la pressione di un ulteriore 3%.
La Cgil chiede al governo «un piano triennale di riforma fiscale per ridurre le tasse sul lavoro e le pensioni». Per Agostino Megale, segretario confederale, bisogna tassare i patrimoni oltre gli 800 mila euro, le rendite finanziarie al 20% e combattere l'evasione fiscale.

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