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Pescara, 24/04/2026
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Data: 12/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Via a Sanitopoli, Del Turco in aula. Pescara, l'ex governatore presente oggi alla prima udienza preliminare

LO SCANDALO DELLA SANITA' Comincia il processo di fronte al gup Sarà subito battaglia sulle parti civili

PESCARA. Se non sarà un'omessa notifica a far mantenere i colpi in canna, sarà battaglia fin da subito, a partire dalle costituzioni di parte civile. Con un imputato d'eccezione in aula, l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, probabile unico big presente alla prima udienza preliminare del processo abruzzese più importante dall'epoca di Tangentopoli.
Sanitopoli si apre stamane alle 9, nell'aula 5 al piano terra del tribunale, e sarà subito accesa dall'arrivo dell'ex governatore, la cui presenza è stata "sdoganata" dopo una telefonata con l'avvocato Giandomenico Caiazza, presidente della Camera penale di Roma che oggi lo assisterà con Giuliano Milia.
Del Turco comparirà davanti al gup Angelo Zaccagnini e tanto basterà per far impennare un'attenzione mediatica già elevata, a 668 giorni dallo tsunami giudiziario che ha cancellato la giunta regionale di centrosinistra e portato alla luce un presunto sistema ramificato di tangenti nella sanità, 15 milioni di euro che l'imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini avrebbe versato a entrambi gli schieramenti politici per ottenere rimborsi d'oro per prestazioni extra budget.
A quasi due anni dagli arresti che ha provocato con le sue dichiarazioni, agli arresti è finito da 15 giorni anche lui, il Grande Accusatore, che ha aggiunto un "ruolo" in più - quello di responsabile di una presunta bancarotta da 200 milioni di euro - a una lista già lunga che comprende il corruttore, il reo confesso, il concusso, il testimone, l'imputato e la parte offesa, che pagò il centrodestra e venne «strangolato», come disse, dal centrosinistra. L'uomo delle sette confessioni fiume contro Del Turco & C, e dei ricordi a intermittenza contro l'ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga e soprattutto contro il parlamentare del Pdl Sabatino Aracu. «Non so se verrà in aula oggi, è un suo diritto comunque», dice l'avvocato Sabatino Ciprietti.
La procura di Pescara, rappresentata dal procuratore capo Nicola Trifuoggi e dai sostituti Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, chiede che sia mandata alla sbarra un'intera classe politica: gli uomini che hanno guidato l'Abruzzo per due legislature fino agli arresti che hanno scoperchiato lo scandalo, il 14 luglio 2008.
Per l'accusa, dietro il sipario di due giunte regionali di opposti colori, avrebbero agito altrettante associazioni per delinquere che dal 2003 al 2008 si sarebbero spartite potere e mazzette in nome di interessi privati e tirato le fila di un sistema di truffe, concussioni e corruttele che avrebbe svuotato le casse pubbliche in cambio di tangenti. Sarà un regolamento di conti, quelli che Regione (che non ha formalizzato la cifra da chiedere come risarcimento danni) e cliniche private presenteranno ai 34 imputati (tra cui due società). Ma non solo. Sarà materia del primo ring: chi ha diritto di chiedere i danni e chi resterà fuori dalla partita giudiziaria più importante degli ultimi anni.

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