PESCARA - Si apre con lo show dell'ex governatore Ottaviano Del Turco, principale protagonista della vicenda giudiziaria, la prima giornata di udienza preliminare dello scandalo sanità. «E' una bellissima giornata e sono tranquillo e sereno», dice subito ai tanti cronisti che gli corrono incontro, ma sarà soltanto l'antipasto delle sue esternazioni. Arrivano quasi subito attacchi contro il suo principale accusatore, l'imprenditore Vincenzo Angelini, contro l'Aiop, contro il Pd e contro chi lo ha fatto arrestare senza riscontri: «L'ho sempre detto che non c'erano. Ora se ne sono accorti tutti, anche l'opinione pubblica». Ma la Procura non cade nel tranello ed è blindata nelle sue dichiarazioni, affidate al procuratore Nicola Trifuoggi: «Continuo a pensare inguaribilmente che i processi si fanno in aula. Quindi, fuori dall'aula, ognuno può dire quello che vuole. Noi non facciamo processi mediatici e non rispondiamo a dichiarazioni che non sono nel processo».
Il messaggio è forte e chiaro anche perchè la presenza di Del Turco in aula ieri, anche se non indispensabile, era ampiamente scontata: certe dichiarazioni del tenore di quelle rilasciate dall'ex ministro delle finanze potevano trovare spazio soltanto in questa fase, non certo dopo un possibile rinvio a giudizio.
L'udienza è cominciata intorno alle 10 in un'aula blindata, con tanto di vigilantes fuori dalle porte, ma non per tutti, visto che dentro c'erano anche un'amica dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, e il figlio di Del Turco, giornalista di Canale 5. Degli indagati, invece, ne erano presenti soltanto nove su 32 e precisamente, oltre a Del Turco, anche l'ex assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca, l'ex governatore Giovanni Pace, e poi Vincenzo Trozzi, Luigi Conga, l'ex assessore Antonio Boschetti, l'altro ex assessore alla Sanità Vito Domenici. Angelo Bucciarelli e l'imprenditore Gianluca Zelli.
Dal punto di vista tecnico tre sono stati i punti centrali che hanno segnato questa udienza. Il primo è la mancata notifica dell'avviso di conclusione delle indagini alla Barclays Bank, che figura fra gli indagati quale persona giuridica, insieme alla clinica Villa Pini. Un incidente di percorso che ha fatto discutere avvocati e giudice sulla possibilità di stralciare la posizione per non bloccare il procedimento, per poi riunificare il tutto una volta sanata la notifica. Ed è proprio in questa direzione che è andata la decisione del giudice Angelo Zaccagnini.
L'altra questione è stata la costituzione delle parti civili. Per ora sono tredici, ma il Gup ha lasciato aperta la porta della prossima udienza (già fissata al 7 giugno prossimo) per poterle integrare. Ad oggi hanno presentato richiesta la Regione Abruzzo, le quattro Asl abruzzesi (Pescara, Chieti, Teramo e Avezzano-Sulmona), Vincenzo Angelini, e le case di cura private. In sostanza quattro, oltre l'Aiop (l'associazione dell'ospedalità privata che le raggruppa): e dunque Villa Serena, Pierangeli, Spatocco e Villa Letizia. E la scelta dell'Aiop di costituirsi in forma mirata soltanto verso i rappresentanti del centrosinistra ha sollevato polemiche. Anche perchè nel capo di imputazione l'associazione per delinquere è divisa in due: una contestata al centrodestra dove figura Angelini quale corruttore, l'altra contestata al centrosinistra, senza Angelini in quanto concusso. E le spiegazioni fornite dal legale dell'Aiop, Tommaso Marchese, non hanno fugato tutti i dubbi: il fatto che nella Giunta Pace le cliniche siano state accontentate, avvalora le perplessità e le critiche degli indagati Del Turco & compagnia. Le ultime due costituzioni sono quella dell'ex direttore della Asl di Avezzano-Sulmona, Jenco e quella della ex moglie del parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu. La signora Maria Maurizio, assistita dall'avvocato Francesco Silvestri, ha quantificato la sua costituzione indicando un risarcimento danni pari a 5 milioni e mezzo di euro: 500mila euro per il danno alla sua immagine e 5 milioni di euro per quello all'immagine della figlia. Assenti, quanto alla costituzione in giudizio, sono risultate due parti offese importanti come i Ministeri della Salute e delle Finanze: una decisione alquanto incomprensibile, visto il danno ingente ricevuto dalle presunte attività truffaldine dei protagonisti.
L'ultima questione tecnica riguarda la trascrizione delle intercettazioni sollevato dalla difesa di Del Turco (sono, in totale, 300mila), ma non solo. L'avvocato Giandomenico Caiazza, che insieme a Giuliano Milia assiste l'ex governatore è stato chiaro: «Non intendiamo allungare i tempi del procedimento, ma chiediamo di essere messi materialmente nella condizione di ascoltare, abbiamo il diritto di farlo». La replica a distanza del procuratore è altrettanto chiara: «Noi siamo d'accordo che le possano sentire, ma tutto questo non può provocare rinvii, anche perchè lo avrebbero potuto fare già dal novembre scorso, con il deposito dell'avviso di conclusione delle indagini».
Ma in aula ha iniziato ad aggirarsi anche un problema di non poco conto che dovrà essere affrontato forse già nelle prossima udienza: l'incompetenza territoriale. Il collegio difensivo è intenzionato a chiedere lo spostamento del processo ad Avezzano in quanto la promessa e la prima dazione di denaro di Angelini a Del Turco sarebbe avvenuta a Collelongo. Sul punto il procuratore Trifuoggi ha glissato: «Credo che sulla competenza di Pescara non ci siano dubbi, ma staremo a vedere, la questione non è stata sollevata in aula».