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Data: 13/05/2010
Testata giornalistica: La Stampa
Perugia, Scajola non andrà a deporre «La Procura non è competente»

Claudio Scajola non deporrà venerdì prossimo davanti ai pm di Perugia che indagano sulla cricca degli appalti per i Grandi eventi. Lo ha annunciato oggi pomeriggio il suo legale, l'avvocato Giorgio Perroni. L'ex ministro - ha spiegato quest'ultimo - non si presenterà perchè dopo le ultime notizie sull'inchiesta verrebbe sentito «senza il rispetto delle garanzie difensive previste» e da magistrati non competenti a occuparsi dell'indagine. Competenza sulla quale è attesa la decisione del tribunale del riesame chiamato a decidere in merito all'arresto chiesto dai pm per Stefano Gazzani e Claudio Rinaldi. Pronunciamento previsto non prima del fine settimana. Venerdì sarà inoltre fissata la nuova data per l'udienza davanti al gip nella quale verrà esaminata la richiesta di commissariamento delle aziende del gruppo di Diego Anemone. Procedimento rinviato oggi per l'assenza del giudice e che ha provocato stupore nella procura. A caratterizzare la giornata odierna, comunque, l'incontro tra i pm perugini e l'avvocato Perroni, con la decisione di quest'ultimo di non far presentare l'ex ministro.

Secondo il legale verrebbe sentito infatti «in una veste che parrebbe ormai solo formalmente, ma non già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti». Al centro della deposizione ci sarebbe dovuto essere la vicenda dell'acquisto della casa romana di Scajola. Operazione per la quale - è emerso dall'indagine perugina - sono stati utilizzati anche 80 assegni circolari messi a disposizione dall'architetto Angelo Zampolini e ottenuti con contanti che gli investigatori sospettano siano riferibili ad Anemone. Fatti sui quali però la procura del capoluogo umbro, ritiene l'avvocato Perroni, è incompetente ad indagare. «Sia perchè sono tutti, pacificamente, avvenuti a Roma - ha spiegato -, sia perchè, in ogni caso, la competenza a giudicare il ministro Scajola sarebbe, eventualmente, di altro organo, ovvero a dire del tribunale dei ministri». Riguardo alla decisione di non far presentare venerdì Scajola, l'avvocato Perroni ha spiegato che le ragioni della scelta vanno rinvenute nella «singolare situazione» che a suo avviso si è venuta a determinare. «Ormai da giorni - ha affermato ancora - la stampa nazionale riporta quel che viene rappresentato come il contenuto di atti di indagine concernenti la compravendita». «In particolare, secondo quanto riportato dai giornali, le persone sentite - ha aggiunto il legale - hanno riferito che il prezzo fu, per 900 mila euro, pagato con assegni circolari consegnati brevi manu alle venditrici dallo stesso ministro, tratti su un conto corrente intestato all'architetto Zampolini e la cui provvista era riconducibile all'imprenditore Anemone.

Più di recente, poi la stampa ha riferito che la procura di Perugia sta indagando in ordine a preziosi favori che l'onorevole Scajola avrebbe, precedentemente alla compravendita de qua, elargito a Diego Anemone, facendo esplicito riferimento sia all'appalto concernente il cantiere del centro Sisde di piazza Zama a Roma, sia al rilascio del nulla osta di sicurezza, entrambi cronologicamente collocabili in un periodo in cui l'on. Scajola era ministro dell'Interno». «Alla luce di tali notizie, che si dimostreranno non conformi al vero - ha sottolineato Perroni - non riesco obiettivamente a comprendere come la procura di Perugia possa valutare di sentire l'onorevole Scajola in una veste che parrebbe oramai solo formalmente, ma non già sostanzialmente, quella di persona informata sui fatti. Tale situazione, a mio avviso non è corretta su un piano tecnico processuale e mi determina un comprensibile stato di imbarazzo a consentire che la richiesta audizione avvenga secondo le modalità indicate e senza, quindi, il rispetto delle garanzie difensive normativamente previste». E riguardo alle varie case che secondo i pm perugini sarebbero state acquistate con il contributo di Anemone, l'avvocato Giovanni Aricò, uno dei difensori del costruttore ha detto: «non credo proprio sia così...».

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