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Pescara, 09/05/2026
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20/09/2006
Il Centro
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Trasporto pubblico, si cambia. Niente più affidamento diretto, si faranno le gare. La proroga sarà prevista solo per le società miste |
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La sfida è incrementare l'utilizzo dei bus migliorando i servizi PESCARA. Il giudizio degli abruzzesi è impietoso, il pressing degli amministratori si fa sempre più forte e i cambiamenti imposti dalla legge finanziaria si avvicinano. Sono tempi duri per le società che gestiscono il trasporto pubblico urbano, arrivate ormai alle porte di una rivoluzione a tappe che cambierà il volto del settore entro la fine del 2008. Accanto alle tradizionali polemiche che accompagnano da sempre la vita delle società di trasporti, ad accendere i riflettori sul trasporto pubblico è ora una ricerca commissionata dall'Aci e realizzata dall'istituto Eurispes, dove, fatta eccezione per la provincia di Pescara, dove il giudizio dei consumatori è positivo tanto da piazzare il comprensorio della città adriatica al 16 esimo posto in Italia, per le altre tre province l'analisi degli utenti è severa: il 73º posto per L'Aquila, l'81º per Chieti, appena il 92º per Teramo. Gli abruzzesi dimostrano insomma di essere poco affezionati al mezzo pubblico, nonostante l'imperativo delle amministrazioni comunali vada in una sola direzione: disincentivare il ricorso all'auto privata, potenziare il trasporto pubblico e liberare vaste aree di territorio dall'occupazione delle quattro ruote. Una sfida anche per l'assessore regionale Tommaso Ginoble. Sulla carta, secondo le società di gestione del servizio, l'unico ostacolo fra consumatori e utenti è la copertura territoriale del servizio, specie a Teramo dove la Staur non si dice più soddisfatta del contratto con la Regione, datato 1982, che impone un chilometraggio giudicato troppo basso e che esclude ampie zone di recente urbanizzazione. Ma in realtà c'è anche altro, a partire dal traffico: nella carta dei servizi della Gtm, la società che gestisce il servizio nell'area urbana di Pescara, è evidenziato che il 90 per cento delle circa 650 mila corse annue arriva in orario, ma eventuali ritardi sono comunque da addossare all'ingolfamento delle strade. «Il vero problema è la percorribilità delle strade da noi servite» dice la Gtm, «mancano le corsie preferenziali, le strade dedicate al passaggio esclusivo dei mezzi, politiche del traffico omogenee in tutto il territorio servito». Un problema cui le amministrazioni di sei Comuni nelle province di Pescara e Chieti sta ponendo rimedio con la stesura de primo Piano di mobilità urbano di area vasta, che uniformerà le politiche per la mobilità nell'area metropolitana in modo da potenziare il trasporto pubblico. «Non è possibile pensare ad un traffico più snello senza prevedere parcheggi di scambio» sottolinea l'assessore alla mobilità del Comune di Pescara, Armando Mancini, «stiamo lavorando in questa direzione assieme alle altre amministrazioni». Il primo documento del piano sarà presentato entro la fine di novembre, ma ci sono anche altre scadenze. Entro il 31 dicembre 2006 infatti le amministrazioni comunali dovrebbero bandire le gare per l'affidamento dei servizi, sancendo così la fine della scelta diretta del gestore. Un'ipotesi al vaglio del governo prevede la possibilità di affidare in alcuni casi il servizio "in house", ma già la finanziaria consente la proroga di un anno alle società che cederanno a privati il 20 per cento del capitale sociale o dei servizi. Entro la fine del 2008 poi le società che operano sullo stesso territorio dovranno unire le forze, fondendosi o creando consorzi in grado affrontare il mercato. Intanto l'ex assessore regionale ai Trasporti Mario Amicone si lamenta che il piano metano del 2005 che prevedeva attraverso una convenzione tra l'Arpa e la Gtm un appalto per la realizzazione di un impianto di metano e l'acquisto di 36 pullman alimentati a metano non inquinanti «è caduto nell'oblio».
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