In rosso i conti della Sanità in Lazio, Campania, Molise e Calabria
ROMA. La sanità di quattro regioni è in rosso e il conto lo pagheranno i cittadini. Per ripianare i deficit non si potranno usare come un bancomat i soldi del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) ma dovranno essere aumentate le tasse.
La stangata annunciata in termini di aggravio dell' addizionale Irpef e dell'Irap riguarderà gli abitanti di Calabria, Campania, Molise e Lazio. Ai governatori convocati a Roma, il governo ha comunicato la novità già prevista nell'ultima Finanziaria: le Regioni in cui lo squilibrio di bilancio nella sanità sia pari o superiore al 5% sono tenute a presentare piani di rientro con uno scatto dell'aliquota Irpef di 0,15 punti e per l'Irap di 0,30 punti percentuali. Queste regioni hanno sulle spalle un disavanzo di 3,7 milioni di euro, di cui solo 1,6 a carico del Lazio. Per il 2009 servirebbero 2 miliardi e, per recuperare una parte del disavanzo strutturale, i governatori pensavano di utilizzare i fondi Fas, finanziamenti europei destinmati alle regioni per le infrastrutture. Quei soldi dovranno invece essere utilizzati per gli scopi d'istituto e non per altro. Nel dettaglio, oltre al Lazio che vanta un disavanzo totale di 1,6 miliardi, quello del Molise ammonta a 67 milioni e un miliardo rispettivamente in Campania e Calabria. «I Fas non sono bancomat» insiste il ministro della salute suscitando il sostegno entusiastico del governatore veneto Zaia e di quello lombardo del Pdl, Formigoni. Di diverso avviso i diretti interessati. Il presidente del Molise Michele Iorio (Pdl) bolla l'aumento delle tasse deciso dal governo come «iniquo e inopportuno» e «assurdo» il divieto di utilizzare i fondi Fas. E' «grave» il rialzo delle tasse «ma non ho altra soluzione» commenta il presidente campano Stefano Caldoro mentre la sua collega del Lazio, Renata Polverini spiega che nella sua regione «le addizionali sono quasi al massimo».
La Cgil parte all'attacco e si prepara alla mobilitazione. Le decisioni governative sono «l'ennesima lesione del diritto universalistico del nostro sistema sanitario nazionale e sarebbero vissute dai cittadini di quelle regioni come la beffa che si aggiunge al danno» commenta Rossana Dettori, segretaria generale della Funzione pubblica. Con questo «ennesimo attacco ai diritti dei cittadini» si avranno «meno servizi di qualità e più tasse: un'accoppiata indegna». Per il Pd i fondi Fas devono essere usati per lo sviluppo ma con questa scelta il Sud «paga due volte». E l'aumento dell'addizionale Irpef e Irap secondo il responsabile democratico dell'economia Stefano Fassina «sarebbe grave e irresponsabile». Francesca Moccia, del Tribunale per i diritti del malato, spiega che le Regioni in rosso sono state «irresponsabili» ma il governo «ha il dovere di aiutarle per non far aumentare le tasse ai loro cittadini e ridurre ancora di più l'accesso e la qualità dei servizi sanitari».
Il governo intanto prosegue con le riunioni riservate escludendo la Cgil. Un vertice informale tra i ministri Tremonti e Sacconi, la leader confindustriale Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil, Bonani e Angeletti, si è svolto nella sede del ministero dell'Economia. Al centro del confronto i conti pubblici, il fisco e le misure di taglio per la spesa pubblica. Epifani ha espresso profonda irritazione per l'esclusione definita «immotivata».